ROMA – “Ma quale tesoro, ragazzi. Io lavoro per una compagnia. Al massimo mi daranno una gratifica”. Queste le parole Alain Derveute, comandante del peschereccio Trevignon, al Secolo XIX. Derveute ha soccorso la nave Allegra della Costa Crociere e l’ha rimorchiata fino all’isola di Mahé, nelle Seychelles. Un “tonno” che secondo le stime del Sole 24 Ore potrebbe vale 2 milioni di dollari ed una consistente gratifica per il capitano di 46 anni che lavora per la Compagnie Francaise du Thon Océanique, che ha un giro d’affari di 14 milioni di euro.
Il capitano ha raccontato a tgcom24 la situazione trovata a bordo dell’Allegra: “Le condizioni di vita a bordo dell’Allegra sono difficili; il meteo è buono ma la navigazione è faticosa. Siamo in due ad alternarci al timone, perché per sicurezza abbiamo deciso di escludere il pilota automatico. A bordo dell’Allegra le condizioni di vita sono difficili: non c’è elettricità e il caldo è soffocante con 30 gradi all’esterno, ma all’interno deve essere ancora peggio. Sulla nave arriva un elicottero due o tre volte al giorno che getta scatoloni contenenti generi di prima necessità”.
Derveut ha detto al Secolo XIX: “Noi peschiamo tonni. Dall’Oceano Indiano arriva il 70 per cento del tonno in scatola pescato in tutto il mondo: lo sapevate? E dobbiamo pure vedercela coi pirati”. Derveute esclude che la sua vita cambierà e spiega che la routine è una sola: “Peschiamo e surgeliamo, peschiamo e surgeliamo. Alla fine di una campagna siamo carichi di oro”. Ma le norme e le consuetudini di chi naviga raccolte nel “contratto di salvataggio” prevedono che siano rimborsati i costi dell’operazione di rimorchio per 10 mila euro al giorno, e che almeno due terzi della cifra data alla nave soccorritrice sia distribuita tra l’equipaggio “salvatore” proporzionalmente allo stipendio percepito. Insomma, una pesca davvero ricca quella del Trevignon.