
USA, FILADELFIA -Ha vissuto quasi indisturbato negli Stati Uniti per oltre 60 anni, sfuggendo alla caccia che le autorità Usa hanno sempre dato ai criminali nazisti rifugiatisi in America. Ora è stato arrestato nella sua casa di Filadelfia, Pennsylvania, con un accusa infamante: aver contribuito allo sterminio di centinaia di migliaia di ebrei durante la seconda guerra mondiale. L’uomo ha 89 anni ed è un’ex guardia delle SS nei campi di sterminio di Auschwitz e di Buchenwald. Si chiama Johann Breyer, ma i suoi vicini di casa lo hanno sempre conosciuto col nome di ‘Hans’.
E’ nato nella ex Cecoslovacchia ed e’ la persona più anziana che gli Usa abbiano mai perseguito per crimini legati alla Seconda Guerra Mondiale. E molto probabilmente sara’ anche l’ultima. Breyer si sarebbe unito alle Waffen SS all’età di 17 anni e sarebbe stato assegnato ai reparti di guardia nei più tristemente famosi campi di sterminio nazisti. Prestò servizio, in particolare, nel campo di Birkenau, l’area di Auschwitz dove si trovavano le camere a gas. Sulla sua coscienza ci sarebbe la strage di un numero spaventoso di ebrei ungheresi, cecoslovacchi e tedeschi, trasportati tra il maggio e l’ottobre del 1944 proprio ad Auschwitz, a bordo dei famigerati treni della morte.
Sconfitto il nazismo, l’ex SS riuscì a emigrare negli Usa nel 1952, dove finora ha ha condotto una vita pressochè normale, lavorando per 32 anni in una fabbrica di utensili e andando in pensione raggiunti i 66 anni. Arrestato nella casetta a schiera in cui viveva da tanti anni, è ora in carcere. Nella sua prima apparizione davanti a una corte federale, i giudici gli hanno notificato i crimini di cui è accusato, tra cui quello di aver partecipato alla “sistematica uccisione di centinaia di migliaia di ebrei”. In Germania su di lui pendono 158 capi di accusa. Le autorità tedesche hanno già chiesto a Washington l’estradizione.
In tribunale Breyer è apparso pallido, magro e con lo sguardo spaurito. Curvo sotto il peso dell’età e dal passo incerto, sostenuto da un bastone. I legali hanno spiegato che soffre di diversi malanni legati alla vecchiaia, in particolare di demenza senile. Ma vista la gravità delle accuse, i giudici gli hanno negato la libertà su cauzione. All’arresto di Breyer si è arrivati dopo anni di battaglie legali.
Il Dipartimento di Stato lo accusò per la prima volta di essere legato ai crimini del regime nazista nei primi anni ’90, e nel 1992 ci fu un primo tentativo di inviarlo in Germania. Ma i suoi legali riuscirono a far valere il fatto che Breyer è anche cittadino statunitense, visto che questa era la nazionalità di sua madre. Per questo gli fu permesso di rimanere indisturbato negli Usa e sparì dalla circolazione. A chi gli chiedeva conto del suo passato, Breyer ha sempre risposto come quasi tutti gli ex criminali nazisti: tutte le azioni da lui compiute mentre era in servizio nelle SS furono “involontarie” e frutto della mera esecuzione di ordini.
