NEW YORK, 29 set – La recessione non dà tregua. Ma non pensate di poterci bere su. Almeno non se vivete negli Stati Uniti.
Perché oltreoceano, non sapendo più dove trovare soldi, alcuni Stati hanno deciso di rivolgere il pensiero ai bar e alle drogherie. Dall’inizio della crisi finanziaria nel 2008 sono ben dodici gli Stati che hanno aumentato le tasse sugli alcolici. In Maryland addirittura la percentuale è passata dal 6 al 9%, segnando il balzo più consistente degli ultimi 38 anni. Altrove invece tasse invariate, ma si punta sull’aumento del consumo per incrementare i guadagni.
Decisioni che stanno scatenando le polemiche degli esperti sulla salute pubblica. Per esempio ad Atlanta, e in quasi tutta la Georgia, i primi di novembre si voterà sull’abrogazione della storica legge sul divieto di vendere alcolici nella giornata di domenica. ”Sarebbe un segnale di modernità oltre che un aiuto per l’economia”, ha commentato al New York Times il rappresentante del consiglio comunale di Atlanta Kwanza Hall, ricordando che la norma sul bando domenicale di vino e liquori risale all’epoca coloniale.
Anche il sindaco della piccola cittadina di Snellville considera uno stimolo per le finanze del Paese la possibilità di diventare più competitivi invece che aumentare le tasse. Il Tennessee, invece, ha deciso di dare via libera agli assaggi per attirare più visitatori. Una notizia che è stata accolta con entusiasmo dai fan del Jack Daniel’s, che ora potranno ‘testare’ il famoso whisky durante il tour di visita all’industria.
Persino l’università della Louisiana punta sugli alcolici per riempire le casse. L’ateneo ha infatti firmato un accordo di licenza con una fabbrica di birra locale che produrrà un nuovo tipo di bionda, distribuito in locali ristoranti e supermercati dello Stato in lattine oro e viola, i classici colori dell’università.
E se città e Stati si ingegnano su come possono per risanare le finanze, le norme più permissive stanno scatenando le polemiche degli esperti sulla salute pubblica, che dicono ‘sì’ invece all’aumento delle tasse. ”Bisogna puntare sulla campagna contro l’alcool”, ribadiscono, e per una volta questo può voler dire anche mettere mano al portafoglio, purché serva per fare bere meno.