L'AVANA – Una cinquantina di persone, dei pochi che a Cuba hanno il coraggio di ''twittare'' e di farsi vedere pubblicamente, hanno partecipato ieri al primo incontro della comunità Twitter dell'isola caraibica.
Nell'incontro organizzato dallo studente Leunam Rodriguez, che lavora alla Radio Cubana statale, qualsiasi accenno alla politica e alle contestazioni al regime dei fratelli Castro era rigorosamente proibito, ma non sono mancate invece le lamentele sul servizio internet sull'isola, drammaticamente lento e carissimo per gli standard locali e di difficile accesso su quasi tutta l'isola.
Secondo Rodriguez, gli inviti agli utenti Twitter sarebbero stati circa 450, ma è probabile che abbiano partecipato solo quelli che non hanno ragioni per temere di farsi vedere: la piu' famosa blogger cubana, Yoani Sanchez, autrice di Generacion Y, aveva confermato la sua partecipazione con altri dissidenti che ''twittano'', ma ha preferito poi non rischiare. Anche Fidel Castro ha una sua pagina Twitter, ma non vi partecipa mai direttamente, anche se il regime usa da tempo le reti sociali come strumento di lotta ideologica contro gli Stati Uniti.
''L'obiettivo di #TwittHab era che la gente che appare nello spazio virtuale si faccia vedere nello spazio reale'', ha detto Rodriguez. ''Il punto d'incontro di #TwittHab non era la politica, era l'incontro in sé''.