
ROMA – “Quella stretta di mano è un buon segnale per la normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi, però non dev’essere vista come una prova inequivocabile del crollo del regime cubano”. Lo scrittore Luis Sepùlveda, intervistato da Repubblica, commenta così l’incontro tra Raul Castro e Barack Obama.
“E’ evidente – continua l’autore cileno – che Cuba deve realizzare molti cambiamenti per arrivare a una modernità politica, ma è una questione che riguarda esclusivamente i cubani”.
Sepùlveda torna poi sulle parole del presidente Obama, che ha assicurato che l’ingerenza americana in America Latina è cosa del passato.
“Ha ragione Obama. L’ingerenza in stile ‘politica delle cannoniere’ è cosa del passato. Ma oggi l’ingerenza continua a essere praticata dalle grandi lobby, dalle imprese multinazionali e sovrannazionali. La stessa economia Usa ha subito gli effetti degli speculatori senza bandiera”.
