
CILE, SANTIAGO DEL CILE – A Cuba il castrismo affronta “se non la fine, l’agonia”, anche se “si afferrerà con forza al controllo assoluto che ha sul Paese”. A dichiararlo è stata la nota blogger della dissidenza Yoani Sanchez.
“Una generazione storica sta morendo e molto probabilmente gli eredi cercheranno di fare qualche tipo di riforma, anche se dicono che tutto rimarrà tale e quale è oggi”, ha detto la Sanchez durante una visita in Cile.
“Il ‘castrismo’ – ha aggiunto – si afferrerà al controllo assoluto che oggi ha sulla nazione e sarà abbastanza avaro, quindi bisognerà fare molto pressing”. “Non voglio, e non credo, di dover sperare che il governo di un altro Paese venga a risolvere i nostri problemi. Tocca ai cubani esigere, chiedere e fare pressione”, ha d’altra parte sottolineato, precisando “di non immaginare come Raul Castro possa alle elezioni del 2018 proporsi quale presidente. Avrà 87 anni”.
Secondo la blogger, chi sarà invece pronto è il primo vicepresidente, Miguel Diaz-Canel, una sorta di “schermo per dire stiamo cambiando, anche se credo che non avrà poteri decisivi: alle sue spalle emergerà invece il potere militare rappresentato dal figlio di Raul, Alejandro Castro. Forse sarà lui a muovere i fili del potere”.
