NEW YORK – David Petraeus punta il dito sui vertici delle altre agenzie di intelligence federali, accusandole di aver modificato il primo rapporto Cia sui fatti di Bengasi in cui già si parlava di attacco terroristico, senza interferenze della Casa Bianca.
Petraeus – secondo quanto riferito da alcuni parlamentari presenti all’audizione a porte chiuse della Commissione Servizi della Camera – ha spiegato come fu subito chiaro alla Cia che l’attacco al consolato americano di Bengasi non fu dovuto alle proteste in reazione a un film anti-islamico prodotto negli Usa, ma ad un attacco sferrato da milizie islamiche legate ad al Qaeda. Â Â
Alcuni parlamentari democratici hanno quindi messo in evidenza come l’ambasciatrice americana all’Onu, Susan Rice – accusata dai repubblicani di aver nascosto la verità – parlò di manifestazione spontanea degenerata semplicemente basandosi sui primi talking points che furono diffusi dall’intelligence, quelli che Petraeus ora dice furono modificati.
L’agente dell’Fbi che ha invece inviato a Jill Kelley – la terza donna dell’affare Petraeus – una foto a petto nudo, ha detto che l’immagine non aveva alcun significato a sfondo sessuale. ”Era uno scherzo”, ha commentato Frederick Humphries con alcuni media statunitensi, spiegando di aver mandato la foto a decine di amici, tra i quali anche un giornalista del Seattle Times.
Humphries nella foto è in posa tra due manichini, e nella didascalia, la scritta ”Chi è Fred?”. L’agente dell’Fbi, che ha contribuito a far avviare l’indagine su Petraeus, è stato rimosso dal suo incarico in estate perchè coinvolto a livello personale nel caso, proprio per l’invio della foto a Kelley.
David Petraeus si è quindi scusato con il Congresso per lo scandalo che lo ha travolto e costretto alle dimissioni, negando che queste ultime siano collegate alla gestione del caso Bengasi.
