Per salvare il pianeta basterebbe mangiare i cani: è questa, secondo due autori neozelandesi, l’ipotetica prospettiva che gli ecologisti dovrebbero considerare se vogliono davvero combattere i cambiamenti climatici.
Secondo Robert e Brenda Vale infatti, ben lontano dall’essere un innocuo compagno, lo scodinzolante amico dell’uomo ha un impatto ambientale ben maggiore del famigerato Suv. E anche gli altri animali non scherzano: secondo gli studiosi un gatto produce emissioni quanto una Golf, un criceto quanto un televisore al plasma, mentre un piccolo pesce rosso inquina come due telefoni cellulari.
Nella sua porzione giornaliera di 300 grammi di mangime secco, un cane di taglia media – calcolano i due ecologisti le cui conclusioni sono state pubblicate dalla rivista britannica New Scientist – consuma circa 90 grammi di carne e 156 grammi di cereali. In anno, la sua impronta ambientale è quindi di 0,84 ettari, più del doppio di un Toyota Land Cruiser che ogni anno copre 10.000 chilometri.
