IL CAIRO – È di almeno undici morti e un centinaio di feriti il bilancio delle vittime degli scontri fra cristiani e musulmani scoppiati questa notte in un quartiere del Cairo: lo hanno reso noto fonti della sicurezza egiziana, senza fornire ulteriori dettagli. I disordini più gravi sono avvenuti nei pressi di una chiesa copta nel quartiere di Imbaba, attaccata da un gruppo di musulmani: secondo alcune testimonianze gli assalitori credevano che una donna che voleva convertirsi all’islam fosse tenuta prigioniera nell’edificio.
L’esercito, intervenuto in forze, ha effettuato numerosi arresti, mentre una delle più alte autorità religiose del Paese, il Gran Mufti Ali Gomaa, ha chiesto di “non mettere a rischio la sicurezza del Paese» affermando che i responsabili delle violenze «non possono essere persone veramente religiose, cristiane o musulmane”. Il premier egiziano Essam Sharaf ha convocato una riunione di emergenza del governo dopo i violenti scotri interconfessionali che hanno causato almeno nove morti in un quartiere del Cairo: lo ha reso noto la stampa egiziana.
