IL CAIRO, 14 AGO – Il processo all'ex ministro dell'Interno egiziano Habib al Adli e a sei suoi collaboratori, accusati di aver ordinato di sparare sui manifestanti durante le proteste che hanno portato lo scorso febbraio alla caduta di Hosni Mubarak, e' stato aggiornato al 5 settembre prossimo, al termine di una udienza turbolenta.
L'udienza e' stata sospesa quattro volte in tre ore dal giudice Ahmed Refaat, visibilmente esasperato dalla lunghezza dell'elenco delle richieste presentate dagli avvocati delle vittime.
I legali hanno in particolare chiesto che le videoregistrazioni dei servizi segreti, che avrebbero ripreso gli avvenimenti a partire dal 25 gennaio, vengano aggiunte agli elementi a carico. E' stato inoltre chiesto che siano aggiunti anche i dossier della Sicurezza dello Stato (un corpo sciolto dopo la caduta del regime) contenenti gli ordini impartiti dall'ex ministro.
Un legale ha inoltre richiesto che Adli venga giudicato insieme all'ex presidente Mubarak, del cui processo domani e' prevista la seconda udienza. Se riconosciuto colpevole l'ex ministro dell'Interno, che e' stato uno degli uomini piu' potenti – e piu' detestati – dell'Egitto, rischia le pena di morte.