IL CAIRO, 26 GIU – Il tribunale di Menufeya (Delta del Nilo) ha ordinato oggi l'annullamento del matrimonio di una donna cristiana copta, Abir Talaat, che si era convertita all'Islam nell'aprile scorso. La sua vicenda aveva innescato violenze interconfessionali che il 7 maggio scorso portarono alla morte di 12 persone (otto musulmani e quattro copti) nel quartiere cairota di Embaba.
Il tribunale, a quanto si e' appreso da fonti giudiziarie, ha deciso l'annullamento sulla base delle norme della 'sharia', la legge coranica secondo la quale una donna musulmana non puo' essere sposata con un cristiano, a meno che quest'ultimo non si converta.
A scatenare le violenze del 7 maggio furono voci secondo le quali Abir Talaat, trasferitasi al Cairo da Assiut, nell'Alto Egitto, dove viveva con il marito, era stata sequestrata in una chiesa dai copti che volevano costringerla a tornare sui suoi passi. Durante proteste promosse da alcuni esponenti salafiti, una chiesa, epicentro degli scontri, fu circondata ed un'altra fu danneggiata da un incendio.
L'inchiesta successiva porto' al rinvio a giudizio di 48 responsabili dei disordini, 22 dei quali furono arrestati subito mentre per altri 26 furono emessi ordini di cattura. In seguito a quell'episodio il Consiglio Supremo delle Forze Armate, che regge protempore la presidenza egiziana, decise di ''esercitare il pugno di ferro contro chiunque alimenti tensioni religiose''.
