IL CAIRO – Nel pomeriggio del 20 novembre reparti della Sicurezza egiziana, a piedi e a bordo di piccoli blindati, hanno fatto irruzione a piazza Tahrir per sgomberare i manifestanti con bastoni e manganelli. La folla e’ scappata verso il Museo Egizio e la sede della Lega Araba mentre gli agenti davano fuoco a motociclette e striscioni, abbandonati dai manifestanti.
Il ministero ha confermato il bilancio di 3 morti e 192 feriti negli scontri di oggi. Secondo le fonti mediche i morti sarebbero 4 e i feriti 285. I manifestanti hanno inoltre preso in ostaggio due ufficiali e 4 agenti delle forze armate. Il ministro della Cultura Abou Ghazi si è dimesso per protesta. Si sarebbe dimesso anche il primo ministro egiziano Essam Sharaf secondo alcuni siti internet, ma mancano ancora conferme ufficiali. Ma le voci del web sono state presto smentite, con il governo che ha confermato le elezioni per il prossimo 28 novembre.
Dopo l’irruzione della polizia a piazza Tahrir di questo pomeriggio ci sarebbero ”decine di feriti”. Lo riferiscono i blog che parlando anche di numerosi arresti. Immagini trasmesse in diretta da vari canali della tv satellitare AL Jazira mostrano i vari movimenti di poliziotti e di manifestanti sulla piazza, nonche’ di ambulanze che arrivano per caricare feriti.
Sui blog circola anche la voce che il coprifuoco potrebbe nuovamente essere imposto al Cairo nelle prossime ore.La tv di Stato ha annunciato che una riunione urgente del governo si terra’ a breve presso la sede del Consiglio Supremo delle Forze Armate (Csfa), che gestisce la Repubblica d’Egitto dalle dimissioni dell’ex presidente Mubarak, l’11 febbraio scorso.
Un terzo manifestante dall’inizio degli scontri di ieri e’ morto oggi: e’ il secondo in piazza Tahrir, mentre un altro manifestante era stato ucciso ieri sera ad Alessandria. Fonti sul posto riferiscono che e’ stato ucciso durante la violenta irruzione di oggi in piazza da parte di agenti della Sicurezza Centrale e della polizia militare.
Un ufficiale dell’esercito ed uno della polizia – assieme a 4 agenti – sono stati presi in ostaggio da manifestanti di Piazza Tahrir, secondo notizie diffuse sulla piazza. Da fonti internet si apprende che la polizia ha arrestato la candidata presidenziale Butaina Kamel mentre era con manifestanti diretti al ministero dell’Interno.
Sono tre, secondo ultime notizie di fonti mediche, i manifestanti uccisi durante l’irruzione delle forze dell’ordine in piazza Tahrir. Oltre al primo, Shehab Eddin el Dakhruri (26 anni) altre notizie indicano un altro giovane ed una ragazza. I loro tre corpi sono ancora in piazza, vicino ad un ospedale da campo allestito dietro la moschea.
Il ministro della cultura egiziano Emad Abou Ghazi, si e’ dimesso per protesta contro le violenze durante l’irruzione di polizia e militari in piazza Tahrir. I media egiziani precisano che Abou Ghazi si e’ anche rifiutato di partecipare alla riunione d’emergenza, congiunta tra governo e Consiglio Supremo delle Forze Armate.
Il primo ministro egiziano, Essam Sharaf, avrebbe presentato le dimissioni del suo governo al Consiglio Supremo delle Forze Armate, che sta valutando se accettarle o meno. La notizia circola insistentemente in Internet, in siti web, dopo l’annuncio della riunione d’emergenza congiunta del governo con il Consiglio militare, ma mancano conferme.
Il governo egiziano non si e’ dimesso e si e’ impegnato a far svolgere le elezioni legislative alla data fissata (il 28 novembre prossimo). E’ quanto si afferma in un comunicato letto alla tv di Stato dopo la riunione d’emergenza svoltasi nella sede del Consiglio Supremo dell’esercito con l’intero governo e dei membri del Consiglio.
Nel comunicato si afferma che ”quanto sta succedendo ora ha per obiettivo quello di far annullare le elezioni e di impedire la creazione delle istituzioni dello stato democratico”. Â Â ”Il governo esprime pieno appoggio al ministro dell’Interno – prosegue il testo – e ringrazia gli ufficiali per aver mantenuto saggezza durante gli incidenti”.
Il governo conferma anche il diritto dei cittadini alle manifestazioni pacifiche e rifiuta lo sfruttamento di quelle manifestazione per seminare la discordia. Â Â Il governo – si conclude nel comunicato – continua gli sforzi per raggiungere un’intesa generale per la designazione dei componenti della commissione che dovra’ elaborare la nuova costituzione.
I manifestanti hanno chiesto nelle ultime 24 ore ripetutamente le dimissioni del ministro dell’Interno e dell’intero governo guidato da Essam Sharaf, sollecitando la nomina di un governo di salute nazionale per l’immediato trasferimento a civili dei poteri detenuti dal Consiglio militare dalle dimissioni dell’ex presidente Mubarak (11 febbraio scorso). Nel pomeriggio, sul web, si era diffusa la notizia delle imminenti dimissioni del governo a seguito dei violenti scontri di Piazza Tahrir.
Tre morti e 192 feriti e’ il bilancio diffuso dopo gli incidenti di oggi in piazza Tahrir dal ministero della Sanita’, secondo l’agenzia MENA. E’ la prima conferma ufficiale sulle tre vittime dell’irruzione violenta di polizia antisommossa e polizia militare nella piazza per sgomberarla dalle migliaia di manifestanti che si erano raccolti oggi dopo gli scontri di ieri.
Fonti mediche indipendenti del Cairo hanno reso noto che i morti dopo l’irruzione di polizia e polizia militare di oggi in piazza Tahrir sono saliti a quattro ed un nuovo bilancio porta a 285 i feriti. La tv Al Jazira da’ invece notizia, non confermata per ora, di un incendio appiccato al palazzo delle tasse, non lontano da Piazza Tahrir.
