ROMA – E’ di almeno sedici morti, secondo fonti mediche presenti sul posto, il bilancio provvisorio degli scontri al Cairo avvenuti tra la notte di venerdì e la mattinata di sabato. I feriti sarebbero circa 500 secondo le stesse fonti.
E la situazione, nella mattinata di sabato, sembra tutt’altro che avviata verso la normalità. Enormi colonne di fumo nero e fiamme, infatti, si levano da piazza Tahrir, al Cairo, davanti al grande edificio dell’immigrazione (Mugamma), sembra da tende dei manifestanti alle quali e’ stato dato fuoco, forse dai militari. Nella notte di venerdì, secondo i medici, le vittime accertate erano 10. Altre sei persone sarebbero state uccise negli scontri di piazza di sabato mattina.
Leggermente inferiori i bilanci di fonte ufficiale. Il ministero della sanita’ ha diffuso un comunicato secondo il quale i morti per gli incidenti di ieri sono otto ed i feriti 303. Ma medici, sia di ospedali cittadini, sia di quelli da campo allestiti intorno a piazza Tahrir sostengono che i morti sono almeno 10.
Tutta l’area dei palazzi del parlamento e del governo e’ stata blindata con barricate e filo spinato dai militari.
Funerali a rischio. Il Mufti’ d’Egitto, sheikh Ali Goma, annunciando i funerali del direttore del suo ufficio, sheikh Emad Efat, ucciso ieri con un colpo d’arma da fuoco nella zona degli scontri tra manifestanti e militari, ha sollecitato i cittadini a partecipare ad una grande manifestazione. Un comunicato dell’ufficio del Mufti’ (Dar El Iftaa, la casa della fatwa) afferma che ”non lasceremo che il suo sangue sia stato sparso invano”. Su Twitter attivisti invitano a partecipare al funerale, previsto dopo la preghiera di mezzogiorno alla moschea di Al Azhar, e poi ad andare in corteo alla sede del Consiglio Supremo delle Forze Armate.
Il funerale di un’altra vittima, lo studente di medicina Alaa Abdel Hadi, di 20 anni, muovera’ dall’ospedale di Qasr el Aini, non lontano dal luogo degli scontri e nel quale sono stati ricoverati la maggior parte dei feriti. Secondo il sito Ahram Online, poco prima di essere ucciso da un colpo d’arma da fuoco al petto, parlando con amici Alaa aveva detto che stava andando verso il Consiglio dei Ministri per vedere che cosa stava succedendo: ”Che dio mi protegga!”, aveva aggiunto.
Ganzouri: “Non è una rivoluzione, ma un attacco”. Quello che e’ in corso ”non e’ una rivoluzione, ma un attacco all’Egitto”: lo ha affermato il primo ministro egiziano, Kamal el Ganzouri, in una conferenza stampa trasmessa anche in tv sugli scontri di queste ore davanti al parlamento.
”Non condanno nessuno, ma nessuno della polizia e dell’esercito e’ intervenuto contro i manifestanti. Ci sono infiltrati che non vogliono la pace in Egitto” ha poi aggiunto Ganzouri sugli scontri.