IL CAIRO – Per gli incidenti allo stadio di Port Said del primo febbraio, nel quale morirono 74 spettatori, la magistratura egiziana ha incriminato oggi 75 persone, tra le quali nove alti dirigenti delle forze di sicurezza, arrestati stamane e accusati di aver pianificato l'uccisione di ultras sostenitori della squadra di Al Ahly che avevano dato man forte alla rivoluzione del 25 gennaio 2011.
Secondo notizie diffuse dalla radio egiziana, il procuratore della repubblica, Abdel Meguid Mahmoud, ha accusato alcuni dirigenti della sicurezza di aver realizzato un piano per eliminare fisicamente gli ultras facendo organizzare atti di sabotaggio e aggressioni per causare disordini a teppisti e banditi armati di armi bianche e di esplosivi.
Tra i 75 incriminati sono anche tre dirigenti della squadra di Port Said Al Masry, che la sera degli incidenti aveva vinto inaspettatamente per 3 a 1 l'incontro con al Ahly, da sempre ritenuta la piu' forte del campionato egiziano. Tra gli inquisiti anche due minorenni, che saranno deferiti ad un tribunale per minori.
Migliaia di manifestanti si sono radunati oggi prima davanti alla sede di Al Ahly, nel quartiere di Zamalek e poi hanno raggiunto il palazzo della procura della repubblica, per protestare contro il ritardo nell'individuazione e nell'arresto dei responsabili di quegli incidenti. L'episodio creo' cosi' forte risentimento tra gli egiziani che successive manifestazioni di protesta davanti al ministero dell'interno hanno provocato nelle settimane successive altri 17 morti.
