IL CAIRO – Il procuratore di Alessandria (del nord dell'Egitto), ha ordinato oggi l'arresto di dodici poliziotti accusati di avere torturato a morte un uomo, arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulla strage di cristiani copti ad Alessandria d'Egitto, avvenuta la sera di Capodanno e che causo' una ventina di vittime. Lo rendono noto oggi fonti giudiziarie.
Si sospetta che i poliziotti abbiano ucciso Sayed Belal, un salafita (musulmano fondamentalista) fermato dalla polizia una settimana dopo l'attentato. Il giorno dopo il suo arresto il corpo dell'uomo venne dato alla sua famiglia. L'attentato venne attribuito, dall'allora governo del presidente Hosni Mubarak, a un movimento palestinese legato ad Al Qaida. Una quarantina di persone vennero immediatamente arrestate subito dopo l'attentato, ma per nessuna di loro fu avviata un'azione penale. Tuttavia un responsabile dei servizi di sicurezza e' convinto che i sospetti siano riusciti a darsi alla fuga durante le rivolte che hanno portato alla caduta del regime di Mubarak lo scorso febbraio.
Diverse ong egiziane e internazionali hanno denunciato l'uso sistematico della tortura da parte della polizia sotto il regime dell'ultimo presidente.
Negli ultimi anni i cristiani copti, che rappresentano tra il 6 e il 10% degli oltre 80 milioni di egiziani, sono stati presi di mira in diversi attentati.