ALBENGA (SAVONA), 30 LUG – ''Non ci sono prove'' della colpevolezza di Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni, condannati all'ergastolo per l'omicidio del comune amico, Francesco Montis, a Varanasi, in India. Lo affermano Euro Bruno e Marina Maurizio, genitori di Tomaso Bruno, appena rientrati dal Paese asiatico.
La coppia difende l'innocenza dei due ragazzi sfogliando con rabbia le 75 pagine della sentenza. Secondo i giudici indiani, Francesco e' stato stordito con un oggetto, strangolato e soffocato.
''Di tutto cio'- ribattono i genitori di Tomaso – le perizie medico legali effettuate anche 60 ore dopo la morte non hanno trovato traccia. Il giudice potrebbe avere addirittura scritto quella sentenza prima che il processo si concludesse''.
''Quel giudice – continuano – ha commesso una violazione dietro l'altra: ha ammesso a testimoniare persone che non hanno visto ma solo riportato eventi raccontati. Occorre che la Farnesina intervenga sulle autorita' diplomatiche indiane per accelerare il processo d'appello'', e' la richiesta dei due genitori, che lamentano condizioni carcerarie inumane per i due giovani ''costretti a lavarsi con un secchio d'acqua e a dormire su stuoie''.
Intanto gli amici di Tomaso si stringono ai genitori annunciando di essere pronti, se necessario, a ''marciare fino a Roma e a protestare sotto la Farnesina''.