NEW YORK, 22 AGO – Per combattere la pirateria al largo delle coste della Somalia, gli Stati Uniti usano soprattutto le navi da Guerra. Ma anche L'agente speciale Kevin Coughlin, che e' l'uomo dell'Fbi che 'spreme' i pirati.
Da quando nel 2008 una risoluzione delle Nazioni Unite ha autorizzato l'uso di ''tutte le necessarie e appropriate misure'' per combattere la nuova filibusta, sono 27 i pirati, somali o yemeniti, catturati e incriminati dalla giustizia americana con l'accusa di essere coinvolti a viario livello in atti di pirateria contro quattro imbarcazioni Usa.
Guidando le indagini, l'agente Coughlin ne ha interrogati 18. ''Come molti criminali, cercano sempre di minimizzare il loro coinvolgimento'', ha raccontato l'agente speciale al New York Times, che oggi gli dedica mezza pagina.
Tra di loro, c'e' un uomo d'affari somalo, di nome Mohammed Saaili Shibin, arrestato e trasferito in aereo Virginia nell' ambito della vicenda del 'Quest', uno yacht a vela assaltato a febbraio dai pirati, che poi uccisero tutti e quattro i suoi membri d'equipaggio.
Shiblin, primo 'pirata' ad arrestato in terraferma, ha fornito diversi dettagli utili per inquadrare il fenomeno ''dall'interno'', per capire le gerarchie, i finanziamenti, i reclutamenti. Il suo ruolo e' stato in vari casi quello di ''mediatore'', per trattare sul riscatto. In particolare, ha confessato, nel caso di un cargo tedesco, per cui ha ottenuto un compenso di 30 mila dollari.
Nei suoi interrogatori, Coughlin usa un atteggiamento sorprendente 'morbido'. Cerca di stabilire un rapporto con i ''presunti pirati''. Discute con loro di calcio, in particolare di quello inglese. ''Stabilisci un rapporto con questa gente non perche' vuoi farci amicizia, ma perche' – dice – e' cosi' che gli interrogatori funzionano''.
Ma in ogni caso, puntualizza, e' necessario guardare i pirati attraverso ''la prospettiva del crimine organizzato'', in cui i boss non scendono mai in campo di persona. Allo stesso modo, i pezzi grossi della pirateria ''non sono mai in mare, a bordo delle imbarcazioni d'assalto''.
In questo quadro, l'agente speciale Coughlin crede che il rigore della legge americana, che per azioni di pirateria prevede come pena minima l'ergastolo, sia un buon deterrente per i pirati. Ma certo, l'azione sul campo e' fondamentale, perche' ''piu' pirati catturiamo, piu' le acque del mondo saranno sicure''.