Come le tante foto che ritraggono giovani donne in costume o in biancheria intima in pose ose’, uomini che esibiscono il proprio fisico, bambini nudi nella vasca da bagno o distesi mentre vengono baciati dalla madre. Immagini inquietanti, dunque, che nulla hanno a che fare con la sicurezza . Cosi’ come i tanti files archiviati con e-mail, messaggi, chat che non hanno alcun valore di intelligence, conservati ugualmente nonostante contengano informazioni strettamente private, legate alla vita di tutti i giorni: storie d’amore, tradimenti, conversazioni politiche o religiose, ammissioni di difficolta’ finanziarie, esami medici, e persino pagelle scolastiche e libretti universitari.
Il Post ha scoperto anche come su dieci account internet ‘violati’ dagli 007 Usa (da Google a Microsoft, da Yahoo a Facebook), ben nove appartengono a cittadini americani o residenti negli Stati Uniti. Questo nonostante per legge la Nsa possa spiare senza autorizzazione solo cittadini stranieri all’estero. Questa attivita’ altamente invasiva della privacy – piu’ di quanto sia finora emerso dallo scoppio del Datagate – ha comunque consentito piu’ volte di ottenere informazioni effettivamente utili e di gran valore per l’intelligence: come la localizzazione di un pericoloso ‘bomb-maker’ in Pakistan, arrestato nel 2011, al pari di uno dei sospettati per l’attentato di Bali, in Indonesia, nel 2002.