PARIGI, 16 GIU – Sono arrivati in mattinata nel porto di Bayonne, nel sudovest della Francia, i corpi di 104 delle 228 vittime del volo Air France Rio de Janeiro-Parigi, precipitato nell'oceano Atlantico due anni fa. Un guasto ad una gru ha ritardato di un paio d'ore le operazioni di scarico, effettuate in presenza di molti giornalisti, che però sono stati tenuti a debita distanza.
L'A330 si inabisso' nell'oceano Atlantico il 1/o giugno 2009. A bordo vi erano anche tre italiani, i trentini Rino Zandonai, Giambattista Lenzi e Luigi Zortea.
Gli esami sulla "scatola nera" hanno già chiarito le circostanze dell'incidente, ma gli inquirenti devono ancora fornire una spiegazione conclusiva sulle cause. La nave Ile-de-Seine, la stessa che ha recuperato i resti dell'aereo e le scatole nere, ha trasportato quattro container, tre dei quali con i resti dell'Airbus A330 e un quarto con i corpi delle vittime.
Una cinquantina di cadaveri, emersi sulla superficie del mare, erano stati recuperati nei giorni successivi all'incidente, mentre le altre vittime sono state ripescate dalle squadre francesi incaricate dal Bea, l'ufficio di inchieste degli incidenti aerei, tra fine aprile ed inizio giugno. Sul fondo dell'oceano restano infine altri 70 cadaveri, bloccati tra i resti del velivolo.
L'identificazione dei corpi, secondo gli esperti, dovrebbe essere ancora possibile, grazie alle basse temperature e all'elevata pressione del punto in cui sono rimasti sommersi per quasi due anni, a 3.900 metri di profondità, in condizioni da poter essere identificate. A tale scopo, le salme saranno trasportate all'Istituto medico-legale di Parigi, dove saranno effettuate le autopsie e saranno poi tentate le identificazioni. Operazione che potrà richiedere settimane o mesi. I resti dell'aereo raggiungeranno invece un hangar della Direzione generale dell'armamento di Tolosa.
