TOKYO – La contaminazione del suolo intorno alla centrale nucleare di Fukushima e' comparabile ai livelli riscontrati dopo la catastrofe atomica di Cernobyl nel 1986. E' quanto sostiene Tomio Kawata, ricercatore presso l'ente nazionale per la gestione delle scorie nucleari (Numo), che ha presentato una relazione sulla materia alla Commissione nipponica per l'energia atomica. Secondo l'indagine di Kawata, un'area di 600 km quadrati, concentrata principalmente a nordovest dell'impianto in avaria, ha probabilmente assorbito nel terreno piu' di 1,48 milioni di becquerel per metro quadrato di cesio radioattivo, soglia che durante l'emergenza di Cernobyl fece scattare l'evacuazione obbligatoria permanente. ''Si rendera' necessaria una gigantesca campagna di decontaminazione prima che i residenti possano tornare nelle loro case'', ha spiegato l'esperto, secondo cui l'area complessiva colpita dall'inquinamento radioattivo di Fukushima si attesta a un quinto/un decimo della superficie resa nociva dall'esplosione del reattore ucraino avvenuta 25 anni fa. Nelle scorse settimane il mondo scientifico nipponico ha lanciato le prime idee per ripulire il suolo nel dopo Fukushima: la piu' gettonata, sull'esempio di quanto avvenuto a Cernobyl, e' fare dell'area contaminata uno sterminato campo di girasoli, sfruttando la capacita' dei fiori di assorbire alcune sostanze altamente radioattive come il cesio 134 e 137.