TOKYO, 9 GIU – Limitate tracce di stronzio radioattivo sono state rilevate nel suolo della prefettura di Fukushima a oltre 60 km dalla disastrata centrale nucleare, confermando che alcuni tra i piu' pericolosi elementi tossici della reazione atomica, si sono fatti strada ben oltre l'impianto in avaria.
Secondo quanto annunciato dal ministero della Scienza nipponico, le analisi dei campioni prelevati in 11 postazioni tra il 21 marzo e il 6 maggio hanno evidenziato la presenza di stronzio 89 e 90 in un raggio compreso tra i 22 e i 62 km dalla centrale nucleare, in quantita' comunque minime e non considerate come pericolose per la salute.
Le concentrazioni piu' alte sono state rilevate nella cittadina di Namie, 24 km a nord-ovest dell'impianto, con 1.500 becquerel/kg di stronzio 89 e 250 becquerel/kg di stronzio 90, e nel villaggio di Iitate, 36 km a nord-ovest dalla centrale, con 1.100 e 120 becquerel/kg di stronzio 89 e 90. La pericolosa sostanza radioattiva, che ha una emivita di 50 giorni per la variante 89 e quasi 29 anni per quella 90, tende ad accumularsi nell'organismo e puo' causare il cancro alle ossa e la leucemia.
Il ritrovamento dello stronzio fuori dalla centrale di Fukushima segue di pochi giorni quello analogo del plutonio, altra sostanza fortemente nociva, individuata in limitate quantita' a distanza di 1,7 km da un ricercatore universitario, mentre al momento non sono ancora state trovate tracce di cobalto, che potrebbe essersi trovato nell'acqua radioattiva fuoriuscita dalle turbine.