ROMA – Il fuoco su Tripoli nella notte dura stavolta quasi mezz'ora. Qualcuno nella capitale libica evoca il 'giudizio universale', trovandosi sotto il bombardamento piu' pesante della Nato dall'inizio della guerra. Il bilancio, secondo il regime, e' di tre vittime e 150 feriti. L'alleanza, a questo punto, teme lo stallo e ha fretta di chiudere la missione, come spiega la Francia, annunciando anche per i prossimi giorni una vera e propria escalation. Si accelera anche sul piano politico, con gli Usa che invitano i ribelli ad aprire una sede a Washington, mentre Barack Obama, a Londra, tasta il 'perfetto allineamento' angloamericano con David Cameron, confrontandosi sul dopo-Gheddafi. Il raid notturno ha colpito un'area non lontana dal bunker del rais di Bab Al Aziziya. Alla fine, come sempre, non e' univoca neppure la definizione del bersaglio. Bombe laser-guidate hanno preso di mira l'impianto che ''riforniva le forze responsabili degli attacchi contro i civili'', secondo la Nato. I soldati del rais, ''rappresentano ancora una minaccia per i civili, e continueremo a bombardare obiettivi che siano collegati a questa violenza'', ha detto alla Cnn il generale Charles Bouchard, che guida la missione dell'Alleanza in Libia. Per il governo libico si sarebbe trattato, invece, di una caserma semivuota. E la denuncia del portavoce Moussa Ibrahim e' il ferimento di ''moltissimi civili''. Una testimonianza diretta della notte piu' lunga di Tripoli arriva dagli inviati, su Twitter: oltre 18 esplosioni. Hanno fatto tremare anche l'edificio del Rixos, l'hotel che ospita appunto la stampa straniera. E' il ministro degli Esteri francese Alain Juppe' a rivelare, in giornata, la strategia della Nato. Quello di ieri e' stato un assaggio: ''La nostra volonta' e' di fare in modo che l'intervento in Libia non duri piu' di qualche mese''. L'altro obiettivo della coalizione, riunita sotto la direzione della Nato, e' ''di accentuare la pressione militare''. Anche la Casa Bianca indica un orizzonte temporale breve, circoscrivendo il suo impegno: la missione e' stata sempre limitata nella durata e nell'ampiezza, fa sapere. Illustrando l'incontro che il presidente Barack Obama avra' con il primo ministro britannico, la Casa Bianca precisa che i due leader discuteranno su come mantenere la pressione su Gheddafi, che e' sotto stress e nei confronti del quale ''il tempo gioca contro''. Sul fronte del dispiegamento dei mezzi militari, Juppe' ha spiegato: ''Come previsto dalla risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza, stiamo utilizzando tutti i mezzi necessari, compresi gli elicotteri da combattimento''. Anche la Marina britannica inviera' tre elicotteri di combattimento Apache; la Gran Bretagna e' cauta, pero', sul tipo di utilizzazione che intende farne: ''Nessuna decisione e' stata presa''. Oltre la politica, e anche dopo i raid, l'incubo della guerra continua intanto in tutta la Libia. Sono 270 le donne che affermano di essere state stuprate dai soldati di Gheddafi, secondo una psicologa libica, Siham Sergewa. L'unica 'cartolina' che rischiara l'orrore e' quella di un freelance che racconta a Tripoli di interminabili file ai distributori di benzina: la capitale si e' riempita di biciclette.
