Gay: Onu vota risoluzione contro le discriminazioni. Clinton: "Momento storico"

NEW YORK, 17 GIU – Per gli Stati Uniti e' un momento ''storico'' per i diritti degli omosessuali. I Paesi islamici, invece, sono ''seriamente preoccupati''. La risoluzione approvata oggi dal Consiglio dei diritti umani dell'Onu, che chiede la fine di discriminazioni e violenze basate sull'orientamento sessuale, divide. Il documento, presentato dal Sud Africa, e' stato approvato a Ginevra con 23 voti favorevoli, 19 contrari, 3 astensioni e una delegazione assente. Il testo richiede, tra l'altro, di preparare uno studio sulle leggi discriminatorie e sulle violenze causate da orientamento e appartenenza sessuale.

Il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha accolto il voto parlando di ''un'occasione storica per mettere in luce le violazioni dei diritti umani subite da lesbiche, gay, bisessuali e transgender in tutto il mondo''. Di ben altro tenore la reazione dei Paesi che aderiscono all'Organizzazione della Conferenza Islamica. Il delegato del Pakistan al Consiglio si e' detto ''seriamente preoccupato dal tentativo di introdurre all'Onu nozioni che non hanno alcun fondamento legale nella legislazione internazionale dei diritti dell'uomo''. Si sono opposti anche Arabia Saudita, Bahrain, Qatar e Bangladesh. Pure diversi Paesi africani si sono detti contrari. La Nigeria, presidente del blocco africano, ha puntato il dito contro il Sud Africa, che ha promosso il testo e che avrebbe ''rotto con la tradizione del gruppo'' dei Paesi del continente.

In Italia la risoluzione e' stata salutata ''con felicita''' dalla parlamentare del Pd Paola Concia, che ha chiesto al governo di approvare una legge ''che punisca con un'aggravante specifica le aggressioni a sfondo omofobo o transfobico''. L'Arcigay, dal canto suo, ha chiesto ''a parlamento e governo una accelerazione netta nella parificazione dei diritti dei cittadini italiani'', con matrimonio gay e altre misure.

Proprio il matrimonio omosessuale e', in questi giorni, al centro del dibattito politico nello Stato di New York: oggi e domani il Senato statale votera' sulla proposta di riconoscerlo, come ha gia' fatto la Camera.

Al Senato di Albany, a maggioranza repubblicana, ci sono 31 parlamentari a favore, uno in meno del necessario. Per convincere gli indecisi (ci sono tre repubblicani ancora titubanti) e' scesa in campo anche la popstar Lady Gaga, che ha chiesto ai suoi fan, chiamati 'little monsters', di ''partecipare e far vincere la giustizia sociale''.

Published by
Emiliano Condò