Genocidio Ruanda, catturato uno dei responsabili del massacro tutsi

Il massacro del Ruanda ora ha un responsabile, almeno uno. Si chiama Idelphonse Nizeyimana, ex capo dei servizi segreti e capitano dell’esercito, latitante da 15 anni.

Fu lui a gestire la carneficina dei Tutsi nel 1994. In 100 giorni sotto la mano dei suoi uomini più di 800 mila persone vennero cacciate, torturate e uccise. Una delle sue unità fece cadere la regina Rosalie Gicanda, la vedova del re Mutara III. L’hanno massacrata ad 80 anni. In quei giorni la caccia ai tutsi e agli hutu moderati che li proteggevano era spietata. Nessuno andava lasciato scappare.

Il leader Hutu è stato arrestato dalla polizia in Uganda, stava cercando di andare in Kenya dalla Repubblica democratica del Congo. Viaggiava sotto falso nome, sapeva di essere ricercato da quell’ecatombe, che anche dopo 15 anni nessuno ha dimenticato. Sulla sua testa pendeva una taglia da 5 milioni di dollari, oltre alle accuse per strage e crimini contro l’umanità.

La riappacificazione in Ruanda è ancora lontana, i dissapori fra Hutu e Tutsi non sono mai stati sopiti, ma la cattura di Nizeyimana rappresenta una piccola conquista di giustizia per le famiglie che piangono i loro morti del genocidio.

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luiss_smorgana