Christopher “Dudus” Coke, ritratto del “padrino” della droga giamaicana

Christopher "Dudus" Coke

E’ uno dei narcotrafficanti più pericolosi al mondo e da tre giorni giorni è diventato l’uomo che ha innescato uno scontro armato senza precedenti – e di ora in ora più sanguinoso – tra le gang e la polizia di Kingston: si tratta di Christopher ‘Dudus’ Coke, 41 anni, alla guida di un’agguerrita organizzazione narco i cui tentacoli si estendono dai Carabi fino agli Usa, al Canada e alla Gran Bretagna.

A Kingston, Coke controlla un quartiere chiamato ‘Tivoli gardens’, una delle aree più marginali della città, tutta violenza e miseria, dove è nato e cresciuto: i suoi uomini sono tutti fedelissimi tant’é che in queste ore hanno messo a ferro e fuoco la capitale dell’isola di Bob Marley pur di bloccarne l’estradizione negli Stati Uniti. Lui e i suoi legali sostengono che in realtà lavora per aiutare i più poveri del quartiere: Coke è infatti un narcotrafficante con un ampio sostegno popolare, così come lo era anni fa, in Colombia, Pablo Escobar.

Christopher ‘Dudus’ Coke:il “pradrino”. Di fatto per molti ragazzi di ‘Tivoli’ è una sorta di padrino, un eroe che dà cibo ai più indigenti e fa da mediatore nei conflitti locali, secondo quanto scrive il quotidiano locale Jamaica Gleaner. Di sicuro è un uomo molto potente visto tra l’altro che l’area che controlla, dove c’é anche il porto, coincide con il distretto elettorale del primo ministro Bruce Goldling. A non avere dubbi sui suoi contatti con le alte sfere del potere di Kingston è Washington, che lo considera responsabile di un numero incredibile di omicidi – 1.400 negli Usa, altrettanti in Giamaica – e che lo accusa tra l’altro sulla base di una serie di intercettazioni telefoniche. Coke è d’altra parte quello che in Giamaica viene chiamato un ‘don’, e cioé il capo di una ‘garrison’, comunità armata. Anzi, sottolineano gli esperti, è in realtà il capo di tutti i ‘don’, circa una quindicina, a Kingston. La sua organizzazione criminale è la ‘Shower Posse’, specializzata nel traffico di droga ma anche responsabile dell’ingresso nel Paese di gran parte delle armi che circolano nell’isola.

Kingston crocevia del narcotraffico. Kingston, il teatro del sanguinoso scontro tra forze di sicurezza e sostenitori di Cristopher “Dudus” Coke, è la capitale dell’isola delle Grandi Antille divenuta un crocevia del traffico di stupefacenti come altri paesi del Centroamerica, dall’Honduras al Guatemala. Nelle sue strade la criminalità più cruenta, si presume incattivitasi di recente a causa della crisi economico-finanziaria emanata dall’incombente colosso americano, è all’ordine del giorno.

Giamaica, tra reggae e droga. La Giamaica è nota in tutto il mondo per la musica reggae, di cui il suo Bob Marley era profeta, e per gli sprinter dell’atletica leggera, tra cui Usain Bolt è il più grande. L’isola ha quasi 2,7 milioni di abitanti ed è il terzo paese anglofono più popoloso delle Americhe, dopo gli Stati Uniti e il Canada. Lunga 240 chilometri e larga 80, la Giamaica è situata nel mar dei Caraibi a sud di Cuba e ad ovest di Haiti. Già possedimento spagnolo e poi colonia britannica, ha una popolazione al 90% costituita da neri discendenti di ex schiavi africani. Le sue spiagge tropicali attirano turisti nonostante una vacanza in Giamaica presenti un’alta percentuale di rischio: il paese è uno di quelli con il più alto tasso di omicidi al mondo.

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