
GIAPPONE, TOKYO – “Banzai! Banzai”.”Lunga vita”. Il grido benaugurante è stato scandito a lungo da una folla di decine di migliaia di giapponesi accorsi davanti al palazzo imperiale di Tokyo per festeggiare gli 80 anni dell’Imperatore Akihito: il centoventicinquesimo sovrano della sua linea dinastica a sedere sul più antico trono ancora occupato al mondo, il primo a essere “sceso in terra”, liberandosi del residuo dell’aura divina e inavvicinabile che avvolse i suoi predecessori.
L’imperatore che ha parlato faccia a faccia e stretto le mani ai suoi sudditi, come fece dopo il disastroso tsunami del 2011, ha rassicurato che, malgrado i limiti imposti da età e salute, resterà al suo posto e continuerà ad assolvere ai suoi impegni, smentendo le voci che si stia avvicinando il tempo di cedere almeno parte delle sue responsabilità ai figli.
Akihito è salito sul Trono del Crisantemo nel 1989, alla morte del padre e predecessore Hirohito (asceso al trono come Imperatore Showa), che ereditò una carica semidivina, ma subì poi l’umiliazione della resa e della sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale e vide il suo trono spogliato di quasi tutti gli attributi mistici e dei poteri che questi gli conferivano, restando vincolato e relegato nella nicchia delle responsabilità e onorificenze di tutte le moderne monarchie costituzionali.
L’ulteriore passo verso verso il suo popolo, che ha reso la monarchia del Sol Levante quasi mondana, lo ha compiuto proprio Akihito, il primo sovrano nella storia del Giappone moderno ad aver sposato una “borghese”, l’imperatrice Michiko, di poco più giovane, alla quale fu unito, quando era ancora Principe ereditario, in una cerimonia fiabesca nel lontano 1959. E che per prima ruppe ogni protocollo, scegliendo di allevare da sola i suoi figli, i principi Naruhito, Fimihito e Sayako, ai quali per anni ha preparato con le sue mani i “bento”, i “cestini” di sushi e altre piccole prelibatezze da portare a scuola, come in una qualsiasi coppia “normale”.
E proprio alla consorte il sovrano, amato e rispettato anche per il suo atteggiamento spesso informale e i modi dolci, ha scelto di rendere un affettuoso omaggio, conforto nella sua vita e nella solitudine del trono, nel silenzio del palazzo: “Essere un imperatore può fare di te un uomo solitario”, ha dichiarato Akihito all’agenzia del palazzo imperiale. Tuttavia, ha continuato, “mi ha dato conforto e gioia l’avere al mio fianco un’imperatrice che ha sempre sostenuto le mie posizioni e mi è sempre stata vicina. E mi sento fortunato di essere riuscito a svolgere il mio ruolo con l’Imperatrice al mio fianco”.
Akihito si è affacciato da un balcone, protetto solo da una vetrata, sulla folla di sudditi festanti – 24.000 secondo la nota ufficiale – che hanno sfidato il freddo pungente e sventolato bandierine del Sol Levante nei Giardini Orientali, aperti al pubblico due volte l’anno: in occasione del compleanno del sovrano e nel secondo giorno dell’anno. Poi un banchetto ufficiale al quale ha partecipato anche, fra gli altri, il primo ministro, Shinzo Abe. Il sovrano ha visitato i disastrati dal terremoto/tsunami e il suo popolo non l’ha dimenticato. E lui non ha dimenticato quella tragedia e la sciagura nucleare che ne è seguita: “Pensando a chi ha sofferto per i disastri. Spenderò ogni mia giornata ad augurare la felicità al mio popolo”, ha detto.
