TOKYO, GIAPPONE – Il Boeing 787 Dreamliner è sempre piu’ nell’occhio del ciclone. Il volo 692 All Nippon Airways (ANA), partito mercoledi mattina da Yamaguchi alle ore 8.25 locali (00.25 in Italia), e’ stato costretto a poco piu’ di un quarto d’ora dal decollo a un atterraggio di emergenza a Takamatsu, nel Giappone occidentale, a seguito di un errore alla batteria comparso sul quadro di comando e un odore insolito rilevato in cabina passeggeri e di pilotaggio.
Il nuovo e grave problema dell’avveniristico aereo Boeing, disegnato per rivoluzionare l’aviazione civile grazie ai bassi consumi per la leggerezza del velivolo fatto in gran parte in fibra di carbonio piuttosto che in alluminio, non ha causato conseguenze ai 137 passeggeri e componenti dell’equipaggio che hanno potuto lasciare il velivolo con gli scivoli d’emergenza, con un bilancio finale di 5 feriti lievi.
L’episodio di mercoledi e’ stato ultimo di una lunga serie registrata in poco piu’ di una settimana tra principio d’ incendio, perdita di carburante e lesione del finestrino della cabina piloti, che ha messo sotto accusa il Dreamliner, al punto da costringere ANA, prima compagnia al mondo ad averlo ricevuto sia pur dopo ripetuti ritardi, e la rivale Jal a fermare i 787 a disposizione per controlli approfonditi sulla sicurezza.
ANA e Jal hanno nel complesso 24 dei 50 aerei consegnati finora dalla Boeing, e saranno ora controllati sotto la supervisione dell’apposita agenzia nipponica sulla sicurezza. Il ministro dei Trasporti nipponico, Akihiro Ota, ha definito l’atterraggio di emergenza di mercoledi mattina del Dreamliner ANA ”un serio incidente che avrebbe potuto causare gravi conseguenze”, manifestando preoccupazione per l’accaduto.
Alla Borsa di Tokyo, dove ANA ha perso l’1,6% e Jal ha invece guadagnato l’1,8% per le maggiori difficolta’ della rivale, i fornitori di componenti del Dreamliner hanno accusato perdite marcate: GS Yuasa, fornitore di batterie agli ioni di litio finite nel mirino, ha lasciato sul floor piu’ del 4%, così come Toray Industries, che fornisce materiali in fibra di carbonio. Fuji Heavy Industries, Mitsubishi Heavy Industries e IHI hanno segnato perdite del 3-4%, a fronte di un mercato che ha chiuso a -2,56%.