TOKYO – Le possibilita' di ritrovare vivi i cinque operai dispersi nel crollo di un tunnel sottomarino in costruzione presso la raffineria Mizushima di Kurashiki, nella prefettura sudoccidentale di Okayama, sono pressoche' nulle. Le unita' subacquee della polizia giapponese hanno sospeso le ricerche poco dopo le 15.00 locali (le 7 del mattino in Italia), quasi a tre ore di distanza dalla segnalazione dell'incidente da parte dei vigili del fuoco, a causa della scarsa visibilita' e della presenza di detriti. ''C'era il serio rischio che i soccorritori fossero coinvolti in un incidente secondario'', ha reso noto la tv pubblica Nhk, aggiungendo che e' incerto quando potranno riprendere le operazioni.
JX Nippon Oil & Energy, il primo operazione nipponico nella raffinazione di greggio, ha spiegato che i lavoratori mancanti, di eta' compresa tra i 38 e i 61 anni, sono stati identificati come tre alle dipendenze di una societa' di costruzioni di Chita (prefettura di Aichi) e altri due di una compagnia di Tokyo.
Un sesto operaio, invece, e' riuscito a mettersi in salvo risalendo da una delle entrate verticali del tunnel, autentici pozzi alti 30 metri, in costruzione dal 2010 per una condotta primaria sottomarina di 800 metri il cui compito e' quello di collegare nel 2013 i due blocchi di Mizushima A e Mizushima B e favorire il trasporto di petrolio e di prodotti semilavorati.
La squadra di sei uomini si ritiene stesse lavorando su una sezione orizzontale, distante 140 metri dal pozzo verticale, che avrebbe – secondo l'ipotesi piu' accreditata al momento – avuto un crollo strutturale.
Le attivita' di raffinazione e spedizione dei 365.000 barili trattati al giorno dalla complessa struttura sono andate avanti senza problemi. Mizushima si trova in una zona costiera interna della parte meridionale dell'isola di Honshu, la stessa di Tokyo, ad alta concentrazione industriale, tra cui spiccano gli impianti dell'acciaio e della petrolchimica.