ROMA, 10 GIU – Controlli per escludere la radioattivita' anche nei farmaci che provengono dal Giappone, compresi quelli veterinari. Le autorita' europee e gli Stati membri hanno avviato lo scorso maggio una procedura di monitoraggio per valutare il possibile impatto dell'incidente sui medicinali e le materie prime farmacologicamente attive fabbricati in Giappone, proprio in seguito al disastro giapponese e all'incidente della centrale nucleare di Fukushima dell'11 marzo scorso. Ora il ministero della Salute italiano con una lettera alle aziende allarga questo controlli anche ai farmaci veterinari.
I titolari delle autorizzazioni in commercio devono assicurare la qualita', sicurezza ed efficacia dei medicinali.
Per questo l'AIFA (l'agenzia italiana del farmaco), come concordato a livello europeo, ha inviato nelle settimane scorse alle aziende la richiesta di compilare una dichiarazione sui controlli dei livelli di radionuclidi iodine-131, caesium-134 and caesium-137. La richiesta e' stata inviata a tutte le aziende titolari di medicinali prodotti, anche solo parzialmente, importati dal Giappone e, oppure, prodotti con principi attivi o intermedi fabbricati in Giappone.
I controlli riguardano i medicinali prodotti, o parzialmente prodotti in Giappone, in una delle prefetture individuate come critiche (Fukushima, Gunma, Ibaraki, Tochigi, Miyagi, Yamagata, Niigata, Nagano, Yamanashi, Saitama, Tokyo and Chiba).
Il Ministero della Salute ha inviato la scorsa settimana una lettera alle aziende che distribuiscono in Italia i medicinali veterinari parzialmente o completamente fabbricati in quel paese, cosi' come era stato richiesto per i farmaci per uno umano.