TOKYO – L'onda dell'emergenza energetica del dopo Fukushima arriva a investire anche l'area occidentale del Giappone, dove oggi, in scia al rischio blackout dopo il fermo per manutenzione di alcune centrali nucleari, Kansai Electric Power Co. (Kepco), l'operatore della ricca regione di Osaka, ha chiesto agli utenti il taglio volontario del 15% dei consumi tra luglio e settembre.
La decisione ''sofferta'', ha spiegato l'utility, è stata presa per scongiurare le interruzioni di corrente nel periodo estivo, in base alla minore produzione che nei prossimi mesi potra' essere ricavata dal nucleare.
L'operatore ha chiesto a tutte le sue utenze, sia private sia aziendali, di limitare i consumi del 15% sui picchi della scorsa estate. Kansai Electric, inoltre, dovra' bloccare la fornitura di elettricita' a Tepco, il gestore della disastrata centrale di Fukushima, e chiedere invece quote di energia alla vicina Chubu Electric, che opera nel Giappone centrale.
Attualmente, degli 11 reattori atomici gestiti da Kansai Electric nella prefettura di Fukui, 4 sono fermi per ispezioni e controlli di routine e altri due seguiranno lo stesso corso a luglio, senza garanzie, dopo la crisi di Fukushima, che possano tornare in esercizio in tempi brevi. Il ministro dell'Industria, Banri Kaieda, proprio oggi ha messo in guardia dal serio pericolo che incombe sull'intera economia del Sol Levante qualora gli impianti fermi, soprattutto nell'ovest del Paese, non fossero riavviati. ''Un declino dell'economia nelle regioni occidentali per problemi energetici – ha spiegato Kaieda in mattinata nel corso di una conferenza stampa – avrebbe un forte impatto sulla ricostruzione post terremoto e sul sistema economico nazionale''. Secondo una stima ufficiosa del ministero, in agosto il fabbisogno nelle aree occidentali e meridionali dell'arcipelago potrebbe essere inferiore dell'11% a quanto previsto, in uno scenario – del tutto plausibile – in cui gli 11 reattori adesso fermi per manutenzione rimangano fuori servizio.
