ROMA, 13 AGO – ''Mi stupirebbe se non ci fossero nel futuro molti momenti di violenza tipo quelli di Londra, anche qua in Italia''. A sostenerlo Tim Parks, scrittore inglese ormai da trent'anni a Verona, traduttore di Moravia, Calvino, Tabucchi e docente allo Iulm di Milano, in un'intervista a Il Mattino sulle rivolte di Londra.
Tra le motivazioni che Parks adduce alla possibile estensione delle violenze in tutta Europa, cosi' come ipotizzato da Alain Touraine, ''le attuali circostanze economiche e l'esclusione di tanti giovani dal mondo del lavoro'' e ''una cultura dove la felicita' viene presentata costantemente come consumo''. Piuttosto in queste sommosse londinesi – che preferisce definire come ''un momento di follia dionisiaca'' – vi intravede un aspetto nuovo e cioe' ''l'assenza di ogni scopo politico, o anche di scontro tra gang o etnie''. Lo scrittore inglese pensa che non ci sia ''una componente principale'' ad alimentare le rivolte, ma ''c'e' la vita urbana moderna con forti disuguaglianze, un immaginario di consumismo da un lato e di violenza spettacolare dall'altro. Poi c'e' il fattore scatenante, il pretesto, in questo caso la polizia che in circostanze tutte da chiarire spara e ammazza. Una volta che la violenza comincia, in tanti si buttano dentro''.
Per Parks, infine, la possibilita', paventata dal premier Cameron, che vengano bloccati i social network e obbligati i manifestanti a non indossare i cappucci non limitera' le liberta'.
