SHANGHAI – Il gruppo Hermes ha perso l'appello che aveva presentato alla Commissione cinese per i marchi con cui chiedeva la cancellazione di un marchio cinese ritenuto troppo simile al proprio. Lo riferisce la stampa locale. Hermes ha registrato il suo nome inglese e il suo logo in Cina nel 1977 ma non ha mai registrato il suo nome cinese.
Nel 1995 una azienda di abbigliamento cinese, la Dafeng Garment Factory, chiese alla commissione marchi la registrazione del suo marchio, ottenendola. Nel 1997 Hermes per la prima volta presento' una denuncia ipotizzando una violazione del suo marchio da parte della Dafeng. Il problema nasce dal fatto che il nome cinese di Hermes e quello della Dafeng hanno la stessa pronuncia in lingua cinese, ''Ai Ma Shi''.
La Commissione pero' rigetto' una prima volta la richiesta di Hermes nel 2001, approvando la registrazione del marchio cinese ritenendola valida. Nel 2009 Hermes presento' appello alla commissione, sul presupposto che il suo nome gode di una elevata reputazione in tutto il mondo e che per questo debba venire protetto. La Commissione marchi, dando nuovamente ragione alla ditta cinese, ha invece ritenuto che la Dafeng abbia regolarmente registrato il suo marchio rispettando tutte le procedure.
La Hermes non e' la sola azienda straniera ad avere problemi di questo tipo. La Apple e' coinvolta in una disputa sull'appartenenza del marchio iPad contro una societa' cinese, la Proview, che assume di aver registrato quel marchio prima della Apple. E' dei giorni scorsi poi la notizia che la leggenda della pallacanestro, Michael Jordan, ha fatto causa ad una casa produttrice cinese di articoli sportivi, per aver usato il suo nome senza autorizzazione.
L'azienda infatti si chiama Qiaodan (che in cinese si legge ciao-dan, che suona in modo simile a Jordan – ed e' cosi' che il campione viene abitualmente chiamato dai cinesi).