Honduras: arcivescovo contro Chavez e il suo ruolo nel golpe

TEGUCIGALPA – A poco più di un mese dal ritorno in patria di Manuel Zelaya, il presidente dell'Honduras destituito con un golpe nel giugno del 2009, l'arcivescovo di Tegucigalpa, Oscar Andres Rodriguez Madariaga, ha puntato il dito sul presidente venezuelano Hugo Chavez.

Intervenendo alla Commissione per la Verita' e la Riconciliazione istituita per far luce sul golpe, l'arcivescovo ha sottolineato di aver avuto per lungo tempo "una relazione fraterna con Zelaya, fin da quando e' diventato presidente nel gennaio del 2006". In tale rapporto, ha aggiunto, c'e' pero' stato ''un cambiamento rilevante a seguito di una visita di Chavez nel gennaio del 2008''.

L'arcivescovo ha tra l'altro sostenuto di aver ricevuto dopo il golpe ''telefonate con insulti e minacce di morte'' mentre sempre nei giorni successivi al colpo di Stato, Chavez si sarebbe riferito a lui chiedendo a Zelaya – ha precisato – di ''sequestrare questo figlio di buona donna, cosi' avrete la Chiesa e lo Stato in ginocchio".

Rodriguez Madariaga ha d'altra parte ricordato che aveva cercato di organizzare una visita nell'ambasciata brasiliana a Tegucigalpa dove Zelaya chiese asilo per qualche giorno. Secondo quanto risulta da ''una telefonata intercettata, c'era un piano per trattenermi in ambasciata quale ostaggio'', ambasciata dove d'altra parte – ha concluso l'arcivescovo – diversi testimoni hanno raccontato di aver visto ''soldati, o poliziotti, venezuelani armati''.

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