ROMA – Il Brasile allenta le restrizioni sull'uso del suolo della foresta amazzonica: su fronti opposti le piccole aziende agricole, maggiori beneficiari della nuova normativa, e gli ambientalisti che temono come la legge, volta ad incrementare la produzione alimentare del Paese, possa accrescere il tasso di deforestazione nella foresta pluviale. Lo riferisce il Guardian. La legge, che e' passata alla Camera nei giorni scorsi e deve ancora essere approvata dal Senato, "ha allentato" le restrizioni sul modo in cui i piccoli agricoltori (in Brasile si è definiti tali fino a 400 ettari) utilizzano i propri terreni nella foresta amazzonica permettendo di lavorare anche la terra vicino alle sponde del fiume e sulle colline. Riduce o abolisce anche le multe per chi in passato illegalmente ha aumentato la superficie arabile. Gli ambientalisti, scrive il Guardian, temono fortemente che il nuovo regolamento comportera' un aumento della deforestazione e quindi le emissioni di gas serra, mentre gli operatori delle piccole aziende agricole e di allevamenti difendono il provvedimento come un modo per riuscire a produrre a pieno regime ed incrementare la produzione alimentare del Brasile. Secondo gli ambientalisti, i cambiamenti previsti dalla nuova legge porterebbero ad allagamenti, interramenti dei fiumi ed erosioni infliggendo un altro "gravissimi colpo" alla foresta pluviale. Circa il il 20% della foresta pluviale brasiliana e'gia'stata distrutta ed è stato stimato che il 75% delle emissioni di gas a effetto serra del Brasile provengano dall'abbattimento degli alberi e dai roghi della boscaglia per guadagnare nuove terre coltivabili.
