IL CAIRO – Continuano i gli scontri nell’Egitto dopo le dimissioni del governo di Essam Sharaf. Da sabato si contano almeno trenta morti, con vittime anche tra i manifestanti che si sono radunati a piazza Tahrir, al Cairo.
Sulla repressione si allunga anche l’ombra dei ”gas lacrimogeni con agente nervino e munizioni vere”, che, secondo quanto ha scritto via twitter l’ex capo dell’Aiea e politico egiziano Mohammed El Baradei, “vengono usati contro i civili a Piazza Tahrir”. Proprio i gas emessi dagli agenti avrebbero intossicato e ucciso quattro persone al Cairo.
Il candidato premier non ha esitato a definire “un massacro” quanto sta avvenendo nel Paese. “Accetterò la guida del nuovo governo egiziano a condizione che sia veramente indipendente dalle ingerenze dei militari”, ha detto el Baradei. “Le condizioni che pongo per accettare la guida del governo, ha spiegato in un’intervista al quotidiano egiziano al-Wafd, sono che le prossime elezioni si tengano nei tempi stabiliti e che il mio nome ottenga la fiducia del nuovo Parlamento. Voglio inoltre avere pieni poteri e non subire le ingerenze dei militari”.
L’Alto Commissario Onu per i diritti umani Navi Pillay ha denunciato oggi l’uso eccessivo della forza contro i manifestanti e si è pronunciata per una rapida indagine “imparziale e indipendente”. Pillay ha esortato le autorità egiziane “a porre fine all’uso chiaramente eccessivo della forza contro i manifestanti in piazza Tahrir e nel resto del Paese”.
A nulla sono servite le aperture del Consiglio supremo delle forze armate, che il 22 novembre ha promesso le elezioni presidenziali per il 2012 e ha annunciato la formazione di un governo di salvezza nazionale.