ROMA – Estradato in Italia o libero in Brasile. Il destino di Cesare Battisti passa per la decisione
dei nove giudici della Corte Suprema brasiliana, riuniti a Brasilia per scrivere l'ultimo capitolo di una saga trentennale fatta di omicidi, prigioni, processi, fughe e latitanze.
L'esito rimane ancora ''incerto'', secondo fonti vicine al Supremo Tribunal Federal interpellate nel pomeriggio dall'ANSA, ma per i media brasiliani è quasi certo il 'no' della Corte all'estradizione in Italia dell'ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo. Battisti dovrebbe infatti, secondo i piu' autorevoli giornali del Brasile, essere scarcerato nei prossimi giorni, dopo quasi quattro anni e tre mesi di reclusione.
Il giornale economico 'Valor' è l'unico che si tira fuori dal coro dei media: ''Il giudice Luis Fux, l'unico designato dalla presidente Dilma Rousseff e che rimpiazza Eros Grau, sarà il voto determinante'', secondo il quotidiano, che prevede infatti che quattro giudici voteranno per Battisti e quattro contro. Forse anche per intercettare il voto di 'quel' giudice, l'avvocato che rappresenta il governo italiano, Nabor Bulhoes, ha ricordato che, anche nel caso fosse estradato, Battisti non sconterà la pena all'ergastolo, alla quale è stato condannato in Italia per quattro omicidi commessi negli anni Settanta.
''Il Stf ha condizionato la consegna di Battisti all'Italia agli standard vigenti in Brasile, ossia a un massimo di 30 anni di prigione – ha ricordato Bulhoes -. Dal momento che lui è già stato detenuto per quattro anni qui e due in Francia, in poco tempo sara' liberato''. E ha sottolineato che non è solo l'Italia che reclama la sua estradizione ma l'intera Unione Europea. Parere opposto, ovviamente, quello del legale di Battisti, Luis Roberto Barroso, che ha insistito nel sottolineare come, con la decisione di oggi, sia in gioco la sovranità del Brasile.
L'unica cosa certa, al momento, è che la decisione arrivera' entro stanotte. Attorno alla corte suprema di Brasilia si sono radunati in queste ore simpatizzanti di Battisti, tutti pronti ad esplodere dalla gioia nel caso in cui i giudici stabilissero la sua scarcerazione dalla prigione di Papuda. Mentre in Italia, le famiglie degli uccisi durante quella stagione di sangue aspettano con ansia e speranza che sia soddisfatto il loro desiderio non di vendetta ma finalmente di giustizia.