CASTEL GANDOLFO (ROMA), 28 AGO – Questo è il tempo ''dell'assenza di Dio'', quando ''la terra delle anime è arida e secca'': bisogna quindi chiedere ''al Signore di mostrarsi'', e pregare perché la vita degli uomini ''non anneghi e soffochi nell'effimero''.
Sono parole alte, pervase dalla preoccupazione per una società dove i valori della fede hanno sempre meno presa, quelle pronunciate da Benedetto XVI stamane a Castel Gandolfo nella messa con i suoi ex-allievi, il cosiddetto ''Ratzinger Schuelerkreis'', riuniti fino ad oggi nel tradizionale seminario estivo con il loro ex-professore.
Il tema dell'incontro di quest'anno era quello della nuova evangelizzazione, tema centrale nel pontificato di Ratzinger, tanto da vedere la creazione di uno specifico Pontificio Consiglio e un Sinodo dei Vescovi convocato per l'ottobre 2012, con l'obiettivo di combattere l'''eclisse di Dio'' nelle società avanzate e di antica cristianita'.
Introducendo la messa nel Centro Mariapoli, nel giorno di chiusura dell'incontro annuale cui hanno partecipato circa 40 ex-allievi e studiosi che si sono formati sulla sua teologia, il Papa ha invitato a pregare ''affinché a coloro che cercano l'acqua viva altrove, Dio mostri che Lui è l'acqua viva e affinché non permetta che la vita degli uomini e la loro sete di grandezza anneghi e soffochi nell'effimero''.
Il Pontefice, riferisce la Radio Vaticana, ha quindi elevato la sua preghiera ''soprattutto per i giovani'' perche' ''sia viva in loro la sete di Dio''. Quindi ha aggiunto: ''e noi che lo conosciamo fin da giovani dobbiamo chiedere perdono poiché portiamo agli uomini così poco la luce del suo volto''.
Le sue parole al Ratzinger Schuelerkreis sono state poi in qualche modo riecheggiate dal Papa anche all'Angelus nel Palazzo apostolico di Castel Gandolfo, quando ha ammonito che la vita dell'uomo non può essere orientata solo al ''successo sociale'' e al ''benessere fisico ed economico'', perché questo significherebbe ''mettere da parte Dio'' e ''impedirgli di compiere il suo sapiente volere''.
Per Benedetto XVI è necessario ''rinnovare il modo di pensare'', lasciandosi ''trasformare dalla grazia divina''.
L'annuale incontro degli ex-alunni di Ratzinger, iniziato giovedì scorso, ha visto la ''vecchia'' generazione accademica al fianco della ''nuova'', sia coloro per i quali il futuro Papa è stato docente e diretto interlocutore, sia coloro che si sono formati sui suoi testi, per ritrovarsi e riflettere insieme sulla teologia della nuova evangelizzazione.
Docenti, parroci, religiosi, religiose, laici: una quarantina di persone di diversi Paesi, tra cui spiccano i nomi del cardinale arcivescovo di Vienna, Christoph Schoenborn, del vescovo ausiliare di Amburgo, Hans-Jochen Jaschke, del segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, mons. Barthelemy Adoukonou.
Relazioni sono state tenute anche dalla teologa tedesca Hanna-Barbara Gerl-Falkovitz, docente di Filosofia della religione all'Università di Dresda, e da Otto Neubauer, direttore dell'Accademia per l'Evangelizzazione della Comunità Emmanuel a Vienna.
Il tema scelto quest'anno fa sì che l'incontro faccia da preludio a quello che Benedetto XVI avrà, il 15 e 16 ottobre prossimi in Vaticano, con i rappresentanti delle realtà ecclesiali impegnate nell'ambito della nuova evangelizzazione in Occidente, e, in una prospettiva più ampia, anche in vista del Sinodo dei Vescovi in calendario l'anno prossimo.
