Migliaia di americani in piazza in tutti gli Usa per la morte di Trayvon Martin

Manifestazione per Trayvon Martin

NEW YORK, STATI UNITI – Sulla scia del verdetto di non colpevolezza di George Zimmerman per l’uccisione di Trayvon Martin, migliaia di americani sono scesi nuovamente nelle strade per manifestare il loro sdegno in oltre cento citta’ da costa a costa, secodo quanto hanno affermato gli organizzatori. Ma si tratta di manifestazioni che ora vanno oltre la vicenda della tragica fine del teenager afroamericano e l’assoluzione del ventinovenne ispanico che l’ha ucciso, e riguardano ormai ”la giustizia e l’eguaglianza razziale” negli Usa.

”Siamo andati oltre il verdetto”, ha detto la madre di Trayvon, Sybrina Fulton. ”Certo siamo feriti, certo siamo delusi, ma questo vuol dire che dobbiamo rimboccarci le maniche e continuare a lottare”. Ormai e’ divenuta una questione di diritti civili. ”Ora e’ toccato a mio figlio, domani potrebbe toccare al vostro”, ha detto da un palco a Brooklyn. Sybrina Fulton e’ stata chiamata alla guida di una delle manifestazioni piu’ importanti di oggi, a New York, a cui hanno partecipato anche alcune celebrita’ nere come le star della musica Beyonce e suo marito, il rapper Jay Z.

Il padre di Trayvon, Tracy Martin, a sua volta e’ stato chiamato a guidare i manifestanti a Miami, Florida, a pochi chilometri da dove e’ stato ucciso suo figlio. L’obiettivo dei manifestanti, ha detto il reverendo nero Al Sharpton, uno degli organizzatori, e’ di far sentire la loro voce negli edifici dei tribunali federali, nei quartier generali della polizia. Si tratta di manifestazioni organizzate da giorni, ma che hanno avuto ulteriore impulso dalle parole commesse pronunciate ieri a sorpresa dal presidente Barack Obama. ”E’ importante riconoscere che la comunità afroamericana sta esaminando la vicenda attraverso una serie di esperienze e di una storia che non passa”, ha affermato tra le altre cose il presidente.

Ha proseguito Obama: ”Ci sono pochissimi uomini afroamericani che non hanno avuto l’esperienza di essere seguiti dopo esser stati a fare shopping in un grande magazzino”, o che non hanno avuto ”l’esperienza di salire su un ascensore con una donna che stringe la borsetta nervosamente e trattiene il respiro fino a quando non ha la possibilità di scendere. Trayvon Martin avrei potuto essere io 35 anni fa”, ha detto Obama.

Parole che hanno fatto sentire i genitori di Trayvon ”profondamente onorati e commossi” e che hanno pertanto ringraziato Obama per il suo ”meraviglioso tributo” a loro figlio. Allo stesso tempo, Sybrina e Tracy Martin hanno affermato di sapere che la loro famiglia e’ ora diventa ”un canale per parlare di razze in America e per cercare di parlare delle questioni difficili che abbiamo bisogno di mettere in luce, al fine di diventare un popolo migliore…la vita di Trayvon è stata breve, ma noi speriamo che la sua eredità possa rendere le nostre comunità un posto migliore per le prossime generazioni”.

L’impressione e lo sgomento per l’uccisione del giovane diciassettenne si riflette anche sui media. The Huffington Post con grande risalto titola ad inizio pagina ”Ancora non liberi”, e ”La lotta continua 50 anni dopo la marcia su Washington del 1963” per i diritti civili, con diecine di migliaia di persone guidate dal carismatico leader nero Martin Luther King che pronunciò lo storico discorso ”I have a dream” (Ho un sogno). Ma King non finì mai la sua missione. Nel 1968 fu assassinato a fucilate in un motel di Memphis, Tennessee.

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lgermini