BHUBANESWAR – E’ stata ”dura”, ma il bilancio che Paolo Bosusco fa del suo mese di prigionia nella foresta indiana in mano ai maoisti e’ tutto sommato ”positivo”. Appena riconquistata la liberta’, Bosusco ha avuto parole di comprensione verso i suoi sequestratori, i maoisti: ”Queste persone – ha detto – sono considerate delle bestie, dei criminali sanguinari. Invece, hanno dimostrato il loro lato piu’ umano”. ”Se si riuscisse a dare loro piu’ giustizia, avrebbero molto da dare alla societa”’, ha aggiunto.
Sempre riferendosi ai suoi rapitori, i ribelli maoisti capitanati da Sabyasachi Panda, Bosusco li ha descritti come ”persone che hanno sofferto ingiustizie incredibili”. E che – ha osservato – sono costrette a fare un certo tipo di vita proprio per combattere queste ingiustizie. ”Non condivo le loro scelte perche’ le impongono con le armi”, ha sottolineato Bosusco ma ”al di la’ di questo sono esseri umani”. Nei giorni trascorsi con i ribelli, Bosusco ha raccontato di aver toccato con mano la ”sofferenza” patita da questa gente che conduce ”una vita senza speranza di guadagnare niente”. ”Fanno sentire le loro idee, giuste o sbagliate che siano”, ha concluso Bosusco.