India. Fine del negoziato con i maoisti, appello per Bosusco libero

BHUBANESWAR (INDIA) – I mediatori del governo locale e degli insorti maoisti hanno annunciato la fine del negoziato sul rapimento di Paolo Bosusco e lanciato un appello congiunto per la sua liberazione. Al termine di una difficile giornata segnata da una polemica a distanza fra il ‘chief minister’ Naveen Patnaik e il leader dei maoisti Sabyasachi Panda, i negoziatori si sono riuniti nel pomeriggio e hanno messo a punto un documento con i punti di consenso raggiunti. Il testo si conclude sostenendo che ”visto quanto convenuto, i mediatori (dei maoisti) B.D.Sharma e Dandapani Mohanty chiedono ai rapitori di rilasciare immediatamente illeso e in buona salute Paolo Bosusco”.

Le speranze che Paolo Bosusco, sequestrato il 14 marzo dai maoisti nello Stato indiano di Orissa insieme a Claudio Colangelo (poi liberato), possa rapidamente riacquistare la liberta’, forse già nelle prossime ore, risiedono in uno comunicato congiunto diffuso oggi a Bhubaneswar dai mediatori che hanno annunciato cosi’ di aver concluso il loro lavoro.

Dopo un’ultima riunione pomeridiana nella guest house statale, il capo negoziatore per il governo locale, UN Behera, si e’ presentato davanti ai giornalisti e ha letto un ‘Comunicato stampa approvato congiuntamente’ con i due mediatori dei maoisti, B.D. Sharma e Dandapani Mohanty. Un fatto giudicato positivamente dagli osservatori presenti, trattandosi di un grande passo avanti.

Nel documento, si riassumono in cinque punti numerosi giorni di discussione e che si spera possano convincere il leader dei maoisti Sabyasachi Panda a rilasciare Bosusco. Nel primo si sostiene che ”discussioni dettagliate” sono avvenute sulle richieste presentate dai maoisti e si sottolinea che ”e’ stato apprezzato il gesto positivo di Panda di aver rilasciato uno dei due ostaggi quando ancora il negoziato era in corso”.

Nel secondo punto si evidenzia che il ‘chief minister’ dell’Odissa (Naveen Patniak) ha fatto una dichiarazione all’Assemblea nazionale riguardante l’impegno allo sviluppo di specifiche aree ed il benessere delle popolazioni tribali”.    Successivamente si fornisce la lista di sei prigionieri di cui era stata chiesta la liberazione. Per cinque di questi ”il governo locale ha accettato di svolgere un’opera di facilitazione”.

Il quarto paragrafo e’ dedicato poi ai casi ”di presunte violazioni dei diritti umani” da parte di elementi della polizia, il governo ”ha assicurato che il governo assumera’ una serie di iniziative” riguardanti indennizzi, e stimolera’ indagini da parte di organismi giudiziari e umanitari.

Il comunicato indica quindi che ”durante il negoziato il negoziatore Sharma ha fornito elementi politici riguardanti alcune delle 13 richieste avanzate dai maoisti (accise sulle vendite di alcolici, Operazione militare GreenHunt, miglioramenti amministrativi in aree specifiche tribali, proibizione di spostamenti di massa della popolazione e osservazioni sulla governance nelle aree piu’ depresse).    ”Visto quanto convenuto – conclude il testo – i mediatori (dei maoisti) B.D.Sharma e Dandapani Mohanty chiedono ai rapitori di rilasciare immediatamente illeso e in buona salute Paolo Bosusco”.

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