ROMA – Paolo Bosusco, guida di trekking, e Claudio Colangelo sono i due turisti italiani rapiti dai maoisti nella zona di Surada, al confine fra i distretti di Kandhamal e Ganjam, nello Stato nord-orientale indiano di Orissa. In un audio messaggio, i rapitori hanno chiesto un riscatto il cui ultimatum è stato fissato per la sera di oggi 18 marzo.
Il capo del governo dell’Orissa, Naveen Patnaik, ha lanciato un appello ai rapitori in cui si dice aperto a negoziati e colloqui a condizione che i due italiani rapiti siano rilasciati immediatamente incolumi. Patnaik ha presieduto nella mattinata di domenica 18 marzo una riunione di emergenza di tutti i responsabili delle forze di polizia e di sicurezza operanti nell’area del rapimento. La riunione si svolge nell’ambito degli stretti contatti che l’ambasciatore in India, Giacomo Sanfelice, ha messo in atto con le autorità centrali e locali indiane.
La conferma del rapimento avvenuto due giorni fa è stata data dal sovrintendente della polizia Jaynarayan Pankaj, il quale ha precisato che Surada si trova nel distretto di Ganjam, proprio al confine con quello di Kandhamal. L’ufficiale ha detto che sono state sequestrate quattro persone, due di esse indiani residenti a Puri che sono stati rilasciati. L’identità dei rapiti, Paolo Bosusco e Claudio Colangelo, coincide con quella fornita in un primo momento dai media indiani e ricavata da un audio-messaggio dei maoisti.
Paolo Bosusco, di Condove (Torino), è titolare di un’agenzia viaggi, l’Orissa Adventurous Trekking, nella città di Puri, specializzata nello studio delle tribù della regione. Claudio Colangelo, romano di 61 anni, era con Bosusco il 12 marzo proprio da Puri per un trekking di cinque giorni.
I maoisti avevano chiesto ai governi dello Stato e dell’Unione di sospendere le operazioni di sicurezza e di avviare una trattativa. La loro richiesta a quanto pare, è stata formalmente accolta. In un audio-messaggio in cui precisa che il rapimento sarebbe avvenuto due giorni fa, quando i due realizzavano “riprovevoli fotografie” a donne che facevano il bagno in un fiume, il leader dei maoisti in Orissa, Sabyasachi Panda, ha sostenuto che la trattativa deve essere portata avanti sulla base del documento contente 13 rivendicazioni, diffuso dal movimento nel febbraio 2011. La piattaforma fu pubblicata dopo il rilascio del rappresentante del governo nel distretto di Malkangiri, R. Vineel Krishna, tenuto in ostaggio per otto giorni. In essa trovano posto richieste storiche come il rilascio dei prigionieri politici e la sospensione dell’Operazione Greenhunt contro la guerriglia maoista. Forse è stato chiesto anche un riscatto.
Nell’audio messaggio, sarebbe stato chiesto anche un riscatto con l’ultimatum fissato per la sera di oggi 18 marzo. Il capo dei maoisti spiega: “Abbiamo arrestato due turisti italiani che come centinaia di turisti stranieri trattano la gente locale come scimmie e oggetti ridicoli. Questo è contro l’umanità e vogliamo che la popolazione si sollevi”.
Mesi fa nel distretto di Malkangiri erano scoppiate polemiche per i “safari umani” di un’agenzia turistica fra i membri della tribù Bonda, che ha portato ad un indurimento del governo dell’Orissa sulle autorizzazioni per le visite e alla proibizione di riprese foto e video. Un ingresso nelle zone tribali senza il permesso scritto della polizia, assicurano fonti a Bubaneshwar, capitale dell’Orissa, può rappresentare un reato penale passabile dell’arresto.
La Farnesina conferma il rapimento. Fin da sabato sera l’unità di crisi è stata in contatto con il console generale a Calcutta Joel Melchiori che ha operato in collaborazione con la polizia locale per aver conferma del rapimento. Il console si sta recando sul posto. Non c’è invece conferma sull’identità dei rapiti.
L’ambasciatore italiano a Nuova Delhi, Giacomo Sanfelice, parlando con Sky TG24 chiede invece di interrompere l’ultimatum: “L’offerta della trattativa interrompe ultimatum”. “L’offerta pubblica di trattativa” proposta dalle autorità dello Stato di Orissa ai maoisti risponde in parte alle richieste dei ribelli e di fatto sospende l’ultimatum fissato per questa sera.
“Ho chiesto rassicurazioni al chief minister – l’autorità più alta dello Stato dell’Orissa -. Mi ha detto che ritengono, come avvenuto in passato, che l’offerta pubblica di trattativa, l’invito al negoziato, di fatto risponde all’ultimatum che è stato fissato dai maoisti e quindi la scadenza viene rinviata”, ha spiegato il diplomatico.
La Procura di Roma infine ha aperto un fascicolo sul rapimento. Sequestro di persona con finalità di terrorismo il reato configurato dal sostituto procuratore, Erminio Amelio. Gli inquirenti sono in attesa di comunicazioni sulle modalità del rapimento e per questo motivo dovrebbero ricevere un’informativa dall’unità di crisi della Farnesina. Gli accertamenti saranno delegati ai carabinieri del Ros guidati da Massimiliano Macilenti.
