KOCHI, 19 MAR – Resteranno in carcere altri 14 giorni i due maro' italiani accusati di avere ucciso due pescatori indiani, oltre un mese fa, scambiandoli per pirati.
Dopo un'udienza di 15 minuti, il giudice del tribunale di Kollam ha esteso di altre due settimane i termini di custodia cautelare, come e' prassi quando le indagini sono ancora in corso. In particolare si attendono ancora i risultati della perizia balistica. Oggi l'avvocato dei marò, Sunil Maheshwar, ha pero' sollevato alcune perplessita' procedurali.
Secondo fonti diplomatiche, e' stata presentata al giudice ''una petizione cautelativa'' in cui si fa presente che nella prima settimana di esami, quando erano presenti gli esperti dei Ros, "non tutte le procedure seguite sono state conformi agli standard internazionali necessari per questi test".
L'allungamento dei tempi della perizia balistica non sembra aver influito sul morale dei due fucilieri del San Marco tornati nel pomeriggio nel penitenziario di Trivandum. Scortati da uno stuolo di poliziotti, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone nell'uniforme di ordinanza hanno lasciato la corte a bordo un cellulare parcheggiato nel cortile ombreggiato da alberi secolari piu' alti del palazzo di giustizia, dove c'era il solito assedio di fotografi e telecamere. Latorre e' comunque apparso disteso e perfino di buon umore.
''Auguri a tutti i papa' d'Italia!'' ha urlato all'ANSA prima che si chiudessero le porte dello sgangherato pulmino blindato.
Per ora la domanda di un trasferimento in una guest-house non e' stata soddisfatta, ma nel frattempo hanno chiesto di avere una televisione in camera. ''Ci sono dei vincoli organizzativi e logistici che finora hanno impedito una diversa sistemazione'', ha detto Andrea Perugini, direttore generale per l'Asia della Farnesina, che si trova a Trivandrum per seguire il caso.
E oggi l'Alta Corte del Kerala ha aggiornato a domani la seduta sulla giurisdizione del caso per permettere alle parti di terminare la presentazione delle loro tesi. Una fonte che segue da vicino la causa ha detto all'ANSA che ''il giudice potrebbe poi prendersi da un minimo di una settimana a un massimo di quattro settimane per decidere''.
In un colloquio telefonico, il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha intanto ribadito le posizioni dell'Italia al collega indiano Krishna.
Secondo Perugini, le due principali incognite, la prova scientifica sulle armi e il ricorso sulla giurisdizione, potrebbero forse essere sciolte presto ''quando il processo elettorale sara' completato''. Dopo domani infatti si sapra' l'esito delle elezioni suppletive che si sono tenute sabato nel collegio elettorale di Piravom, nei pressi di Kochi, considerate un test cruciale per la tenuta della maggioranza che guida lo stato del Kerala.
In attesa degli sviluppi sul fronte investigativo e legale, ''non esistono margini di manovra politica'', ha riconosciuto Perugini aggiungendo che ''l'iter giudiziario va assolto''.
L'unico elemento positivo, a breve termine, potrebbe arrivare dall'eventuale rilascio della petroliera ancorata al largo del porto di Kochi con a bordo equipaggio e altri quattro maro'. La richiesta dell'armatore sara' discussa proprio domani dall'Alta Corte nella stessa sezione in cui si esamina il ricorso.