India, arrestati i due marò accusati di aver ucciso i pescatori

La petroliera Enrica Lexie al largo del porto di Kochi (foto LaPresse)

KOLLAM, INDIA – Sono stati “tecnicamente” arrestato i due marò italiani implicati nella morte di due pescatori indiani: lo scrive l’Ansa, che avrebbe citato una fonte considerata attendibile. Secondo l’Ansa i due, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, per tre giorni godranno di un trattamento di favore sotto custodia della polizia.

”Fino a ieri erano in stato di fermo – ha spiegato la fonte all’Ansa – ma dopo la comparizione davanti al giudice di Kollam esso si è trasformato in arresto”. Entro tre giorni il magistrato deciderà il da farsi, prosegue l’Ansa, e non è escluso che i due possano anche finire in prigione.

Intanto, nella comunicazione dal comandante della petroliera Enrica Lexie alla società armatrice Fratelli D’Amato, si parla di un’imbarcazione sospetta che si trovava a ”circa 20 miglia” dalla costa indiana e che si è avvicinata alla petroliera

Nel rapporto si sostiene che l’imbarcazione ha continuato ad avvicinarsi, fino ad una distanza di cento metri, e che poi se n’è andata dopo che il team di protezione ha sparato dei colpi di avvertimento. Nella comunicazione inviata alla società armatrice, il comandante della petroliera scrive che ”a circa 20 miglia da Alleppey (India) un ‘target’ è stato visto sullo schermo radar ad una distanza di 2,8 miglia (dalla nave – ndr) e il team Latorre è stato allertato. L’obiettivo, in apparenza un peschereccio, è stato monitorato per tutto il tempo.

Il Nucleo militare di protezione ha avvertito l’imbarcazione che si stava avvicinando con delle luci lampeggianti e mettendo in evidenza le proprie armi. Nonostante l’avvertimento la barca ha proseguito l’inseguimento”. ”Alle 16, in posizione Latitudine 09 17.2N Longitudine 076 01.8E – prosegue il rapporto – l’imbarcazione era più vicina, a circa 100 metri a dritta. Il team di sicurezza ha avvistato 6 persone armate a bordo dell’imbarcazione e ha sparato dei colpi di avvertimento (warning shots). Immediatamente, noi abbiamo contattato la compagnia e lanciato l’allerta SSAS”, un particolare sistema satellitare di sicurezza di cui sono dotate alcune navi.

”Nello stesso tempo, il comandante ha suonato l’allarme e tutto l’equipaggio si e’ ritirato all’interno della cittadella”, una zona blindata realizzata sulla nave proprio per queste evenienze. L’imbarcazione sospetta, quindi, ”ha rinunciato all’inseguimento e se n’è andata. Alle 16.30 la situazione era sotto controllo. Per ulteriore precauzione il comandante ha tenuto l’equipaggio in stand by nella cittadella. Inoltre, siamo stati contattati dalla nave militare italiana Grecale. Alle 17 l’allarme è rientrato e l’equipaggio ha lasciato la Cittadella”.

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Alberto Francavilla