Un movimento clandestino pressoché sconosciuto, il Laskhar-e-Taiba (LeT) Al Alami, ha rivendicato l’attentato di sabato a Pune (India centro-occidentale) che ha causato 10 morti e 60 feriti, motivandolo con il rifiuto dell’India di discutere il futuro del Kashmir con il Pakistan. Lo riferisce l’agenzia di stampa indiana Pti.
Nello scoppio era morta, fra gli altri, una ragazza italiana. La rivendicazione è stata fatta con una telefonata a Nirupama Subramanian, corrispondente ad Islamabad del quotidiano indiano The Hindu.
L’interlocutore ha precisato di chiamarsi Abu Jindal e di essere il portavoce del LeT Al Alami (International). Dopo aver ribadito le motivazioni dell’attentato, l’uomo ha anche precisato che il suo gruppo è una scissione del Laskher-e-Taiba che “prende ordini” dai servizi segreti pakistani.
Un’altra ragione per giustificare l’attentato, ha concluso, è “l’alleanza” che l’India ha stretto con gli Stati Uniti. Nello scoppio avvenuto nella ‘German Bakery’ ha perso la vita, fra gli altri, la giovane toscana Nadia Macerini che viveva a Pune da sette anni.
