MUMBAI, INDIA – Mentre Human Rights Watch lancia l’allarme ‘stupri’ parlando di un Paese, l’India, che non tutela i suoi piccoli, arriva un nuovo orribile caso di violenza. Questa volta addirittura su di una bimba di sei mesi, portata in ospedale con lesioni agli organi genitali che i medici hanno riscontrato essere legate ad un tentativo di penetrazione. Il caso e’ avvenuto a Mumbai e la piccola, figlia di una venditrice ambulante, sarebbe stata sottoposta a sevizie sessuali, utilizzando un oggetto ignoto, da sconosciuti ora ricercati dalla polizia con l’accusa di tentato stupro.
Un ennesimo gravissimo episodio in un Paese in cui il numero di aggressioni alle donne registrate dalle autorita’ e’ solo una piccola parte del totale dei casi, perche’ i minori che subiscono abusi spesso vengono messi a tacere o ignorati dalle stesse famiglie per la vergogna. Un inferno ben descritto da Human Rights Watch (HRW) nel suo ultimo rapporto dedicato agli abusi sessuali sui minori in India: ‘Breaking the Silence’ (Rompere il silenzio), che punta il dito contro ”le istituzioni governative che non sono in grado di proteggere i bambini”.
Quello della violenza sui piccoli e’ purtroppo un fenomeno antico in India, ancora avvolto dal silenzio, dall’omerta’ e dall’indifferenza nonostante la mobilitazione popolare sollevata dallo stupro, lo scorso dicembre, di una studentessa di New Delhi. La morte della ragazza dopo la selvaggia violenza subita da parte di sei uomini su un autobus nella capitale sconvolse il Paese e il resto del mondo. Mentre le autorita’ indiane venivano chiamate sul banco degli imputati per la loro apatia e mancanza di attenzione nei confronti di vittime di stupri o molestie.
”I bambini che hanno il coraggio di dire che hanno subito abusi sessuali sono spesso ignorati o non presi in considerazione da parte di polizia, personale medico o altre autorita”’, ha osservato il direttore regionale di HRW, Meenakashi Ganguly alla presentazione dell’indagine. In piu’, si legge nel rapporto, negli ospedali indiani si applica ancora un umiliante test detto delle ”due dita” finalizzato a provare la penetrazione sessuale”. Test che puo’ risultare anche particolarmente doloroso.
”E ‘molto difficile per un minore vittima di un abuso sessuale o per i suoi cari chiedere aiuto. Perche’ invece di gestire questi casi con sensibilita’, le autorita’ indiane spesso creano nuovi traumi”, ha spiegato la mamma di una bimba di tre anni sottoposta al test dopo che la famiglia aveva denunciato un’aggressione sessuale. Secondo uno studio governativo del 2007 basato su un campione di bambini intervistati, il 53% ha ammesso di aver subito ”uno o piu’ abusi sessuali di diverso tipo”. Altre stime indicano 7.200 stupri di minori all’anno a livello nazionale. Il rapporto, di 82 pagine, e’ stato curato dal giornalista Mark Dummett che nell’ultimo anno ha raccolto le testimonianze di oltre 100 vittime di abusi e di loro familiari.