India: nuovo ultimatum dei maoisti. Si tratta per Paolo Bosusco e Claudio Colangelo

BHUBANESWAR (INDIA) – Qualche timore che i maoisti dell'Orissa volessero sposare nel rapimento di Paolo Bosusco e Claudio Colangelo la tesi del ''tanto peggio, tanto meglio'' indubbiamente c'e' stato. Ma il messaggio con le richieste inviato oggi al governo, prima, e l'annuncio di un cessate il fuoco unilaterale e della nomina di tre mediatori, poi, hanno fatto tirare un sospiro di sollievo e rassicurato mentre un nuovo ultimatum e' stato fissato per domani.

Non siamo ancora ad un dialogo vero e proprio, ma certamente l'impegno di entrambe le parti e' visibile, se si tiene conto che il 'chief minister' Naveen Patnaik ha confermato in Parlamento la sospensione delle azioni militari legate all'Operazione antiguerriglia denominata 'GreenHunt'.

In un atteso intervento all'Assemblea statale Patnaik ha mostrato disponibilita' ad altre iniziative, ma ''solo quando i rapitori manifesteranno la loro volonta' di negoziare''.

Va ricordato che GreenHunt e' stata concepita dal governo di New Delhi per inaridire le fonti di approvvigionamento e ridurre il numero di militanti del Partito comunista indiano (Cpi-maoista) guidato in Orissa da Sabyasechi Panda, temuto leader conosciuto con il nome di battaglia di 'Sunil'.

E proprio con questo soprannome sono firmate le 13 richieste inviate alle autorita' locali e che riguardano fra l'altro la proibizione del turismo nelle zone tribali, la liberazione di tre capi maoisti fra cui la moglie di Panda, il rilascio dei prigionieri politici, la legalizzazione del Partito comunisat (maoista indiano) e l'arresto di ufficiali e agenti di polizia colpevoli di reati.

L'ultimatum troppo ravvicinato posto a domani sera mostra comunque con ogni evidenza che i maoisti non puntano ad ottenere davvero l'adempimento di tutte le richieste, ma che intendono sfruttare al massimo la pubblicita' internazionale che da' loro l'avere in ostaggio gli italiani Bosusco e Colangelo.

Siba Mohanty, giornalista e specialista di guerriglia, ha detto di ''avere molto apprezzato la dichiarazione di cessate il fuoco unilaterale e la raccomandazione fatta ai maoisti che operano in Stati indiani confinanti con l'Orissa di astenersi dall'usare la violenza durante la tregua''.

In questo clima, della ''assoluta necessita''' di ''tutelare la sicurezza e l'incolumita' dei due cittadini italiani'' ha parlato oggi il ministro degli Esteri Italiani Giulio Terzi in una conversazione telefonica con il collega indiano MS Krishna, il quale ha assicurato ''il massimo impegno delle autorita' indiane, a livello federale e statale, per una positiva soluzione del caso''. L'esperienza insegna comunque che dovranno passare alcuni giorni prima che le comunicazioni fra le parti si fluidifichino e possa cominciare un dialogo che permetta il ritorno a casa del tour operator piemontese e del medico laziale, in mano ai maoisti dal 14 marzo.

Pero' questi ultimi hanno designato a sorpresa i loro delegati al tavolo negoziale in costruzione. Si tratta di Narayan Sanyal, leader maoista in carcere nello Stato di Jharkhand; di Dandapani Mohanty, gia' intervenuto lo scorso anno nello scioglimento del sequestro del funzionario statale R.V. Krishna, e Biswapriya Kanungo, avvocato ed attivista per i diritti umani. Intanto, con un gesto abbastanza spontaneo accolto con favore dal console generale di Kolkata Joel Melchiori, da ieri a Bhubaneswar, centinaia di persone – singoli individui ed esponenti di associazioni religiose, di magistrati, avvocati e giornalisti – sono scese in piazza per chiedere un immediato rilascio di Bosusco e Colangelo.

E, infine, un forte appello in questo senso e' stato lanciato dalla Conferenza episcopale dell'Orissa, il cui presidente, mons. John Barwa, arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar, ha cosi' commentato: ''Speriamo che la macchina del governo e le persone di buona volonta' facciano il possibile per liberare gli ostaggi. Le nostre preghiere più sincere vanno alle due vittime italiane e alle loro famiglie''.

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Daniela Lauria