INDIA, NEW DELHI – Una vera e propria strage, 20 soldati uccisi, avvenuta giovedi nello stato nord orientale del Manipur, è il più grave attacco contro l’esercito indiano in circa 20 anni, ovvero dall’ultima guerra con il Pakistan combattuta sulle montagne di Kargil. Lo riferisce l’emittente Cnn Ibn. Altri 11 sono stati feriti nell’imboscata tesa da sospetti militanti separatisti islamici nei pressi del confine con il Myanmar.
Da quanto è emerso, gli assalitori hanno usato lanciarazzi contro il convoglio dell’Assam Rifles che era impegnato in una operazione di bonifica di una strada. Alcuni assalitori sono stati uccisi nello scontro che è seguito con i militari. Fonti sul posto ritengono che l’imboscata sia opera di due o tre gruppi armati separatisti attivi nella regione.
In particolare, si sospettano due sigle, il People’s Liberation Army of Manipur (Pla) e l’United National Liberation Front (Unlf), già attive in passato ma che ora si sarebbero raggruppate con altri movimenti indipendentisti nel Nord-Est. I media sottolineano, inoltre, che l’attacco avviene a pochi giorni dall’uccisione di una donna nel distretto di Chandel, lo stesso dove è avvenuto il massacro di militari del reggimento Assam Rifles.