Indignados Usa, nuovo obiettivo sono i tribunali

EW YORK, 20 GEN – Dopo aver preso di mira le piazze, i centri nevralgici della finanza e le case dei "Paperoni" americani, gli attivisti di Occupy Wall Street hanno lanciato una nuova sfida e fanno rotta verso le Corti di Giustizia di un centinaio di citta' Usa. Il movimento di protesta contro la finanza selvaggia si e' organizzato nei quattro angoli del Paese per protestare contro una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti.

Nel mirino c'e' una legge approvata nel 2010 dal massimo organo giudiziario americano, la sentenza "Citizens United vs Federal Election Commission (Fec)", che ha rimosso la maggior parte dei limiti ai finanziamenti elettorali da parte di societa' e unioni sindacali. Gli indignati, riunitisi al grido di "Move to Amend" (Muoviti per emendare), puntano a ottenere un emendamento costituzionale che ribalti la sentenza Citizens United vs Fec.

Nella capitale Washington gli attivisti si preparano a manifestare davanti alla Corte Suprema vestiti da giudici. "Perche' i tribunali?", dicono "Perche' questa e' la scena del crimine. Le Corti creano queste dottrine, mentre il popolo non ha mai deciso nulla".

A New York invece un giudice ha stabilito nella giornata di ieri che gli attivisti non hanno il diritto di manifestare davanti al Tribunale di Manhattan, cosi' gli indignati sono stati costretti a ripiegare su Zuccotti Park e Foley Square. Ma nessuno ha intenzione di arrendersi: "Non lasceremo che questa decisione soffochi la nostra voce", hanno fatto sapere i manifestanti della Grande Mela.

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Emiliano Condò