
INDONESIA, GIAKARTA – Gli otto trafficanti di droga giustiziati martedi notte in Indonesia hanno affrontato il plotone di esecuzione a occhi scoperti, cantando assieme brani ispirati alla fede cristiana. Lo hanno rivelato al quotidiano australiano ‘The Age’ alcuni pastori cristiani che hanno assistito all’esecuzione.
“Tutti hanno guardato di fronte a sé, come se tutti avessero accettato il loro destino”, ha raccontato padre Charles Burrows, che ha offerto assistenza spirituale al brasiliano Rodrigo Gularte. Secondo testimoni, tutti i detenuti sono morti con un colpo al cuore, sparato dal plotone composto da 12 uomini.
Dopo l’esecuzione degli otto condannati la Francia si è detta “solidale” con i Paesi di cui erano originari – Australia, Brasile e Nigeria – e “ricorda la sua opposizione alla pena di morte in qualsiasi luogo e in qualsiasi circostanza”. Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri.
Un uomo di nazionalità francese, Serge Atlaoui, avrebbe dovuto far parte della lista dei fucilati, ma la sua esecuzione è stata rinviata all’ultimo momento per un ricorso amministrativo.
Il governo francese e il presidente François Hollande stanno facendo forti pressioni diplomatiche perché la condanna a morte dell’uomo, che si è da sempre detto innocente, non sia eseguita.
