La Corea del Sud ha dichiarato guerra alla dipendenza dai videogame online, annunciando un’iniziativa senza precedenti con il blocco notturno della connessione internet per i giocatori minorenni, oltre all’introduzione di un inedito sistema che comporta la perdita di crediti all’interno del mondo virtuale dopo un certo numero di ore di gioco.
Le nuove misure, operative gradualmente tra settembre e dicembre, sono state presentate a Seul dal ministero della Cultura, e puntano ad arginare la piaga sociale della dipendenza dai giochi online per i teenager, fenomeno in rapida diffusione tra le giovani generazioni del Paese, ai primi posti al mondo per cablatura internet al punto che nove famiglie su dieci hanno una connessione a banda larga e gli internet café sono ovunque.
La misura più drastica prevede, con la collaborazione volontaria degli operatori di connettività, di una sorta di “coprifuoco” digitale che scatterà nelle ore notturne: i tre giochi online che attualmente registrano il maggior numero di utenti saranno disconnessi dalla rete per sei ore di fila, in una fascia a scelta tra mezzanotte e le otto di mattina. L’approccio più “soft” al problema prende di mira il gioco indipendentemente dall’orario, con l’introduzione di handicap tecnologici a orologeria: i giocatori più incalliti vedranno rallentare la velocità di connessione, mentre il cosiddetto “sistema di affaticamento” sottrarrà crediti e oggetti del mondo virtuale dopo alcune ore consecutive di gioco.
Le misure partiranno su un numero limitato di piattaforme, per poi essere estese ai giochi più popolari che attirano nel complesso l’80 per cento degli utenti sudcoreani di videogame online. Il governo di Seul, inoltre, ha annunciato l’introduzione di un sistema per prevenire la creazione di profili di gioco falsi, basati sui dati anagrafici di genitori e amici maggiorenni.
La mano pesante è arrivata dopo casi estremi di dipendenza da gioco online: a febbraio un uomo di 32 anni è morto a causa di una maratona di cinque giorni senza sosta davanti al monitor, mentre il mese scorso, in un fatto di cronaca che ha scosso l’opinione pubblica, una bimba di tre mesi è stata trovata senza vita per la negligenza dei genitori, impegnati notte e giorno a crescere un bimbo virtuale online.
